Replica alle affermazione sul Parco Marino dell’ex consigliere Marinangeli

"Siamo davvero rammaricati che l’ex consigliere Marinangeli continui a condurre la sua battaglia personale per tentare di contrastare quello che la scienza unanimemente ci implora di fare per proteggere la biodiversità ed affrontare le sfide che abbiamo davanti a beneficio della prosperità futura delle nostre comunità e a salvaguardia del nostro benessere.
Riservare qualche piccolo brano dei nostri habitat marini costieri, in armonia con le attività che vi si svolgono, al fine di far riprodurre indisturbate le varie specie che li popolano, verificarne le potenzialità di sviluppo, studiarne lo stato di salute a fronte dei cambiamenti climatici... è una scelta indispensabile per prepararci ad affrontare le difficili sfide che abbiamo davanti. Abbiamo provato in altre occasioni a far capire a Marinangeli ciò ci hanno spiegato le decine di scienziati che abbiamo ospitato nelle affollatissime conferenze organizzate dalla nostra associazione, cioè che la salute del mare non si valuta dall’oscillazione dei quantitativi delle catture delle singole specie, il cui sviluppo può essere condizionato dalle trasformazioni ambientali, ma dall’equilibrio complessivo dell’ecosistema. Come avviene per la flora batterica del nostro corpo, così per il mare l’equilibrio e la stabilità delle specie sono le uniche garanzie per la sua salute e la sua resilienza, e quindi per la prosperità futura della pesca e di tutte le attività economiche e turistiche che esso ci consente. Va poi evidenziato che il nostro ecosistema costiero è popolato da organismi poco considerati che svolgono una fondamentale opera di depurazione, assorbimento di CO2 e “fertilizzazione” del mare che senza un’adeguata protezione sono a rischio di estinzione con le conseguenze che è possibile immaginare. Va infine sgomberato il campo dalle vere e proprie fake new che Marinangeli ogni volta diffonde per creare diffidenza ed allarmismo tra categorie dei pescatori che dall’istituzione dell’aree marina protetta non avrebbero altro che benefici, come la piccola pesca locale che potrebbe continuare ad operare e a svilupparsi ulteriormente, come avvenuto in ogni AMP già istituita dove le attività sono cresciute in numero e redditività; o come la pesca a strascico che si esercita oltre le 3 miglia e che pertanto potrebbe godere di una nursery costiera certamente più prolifica. Benefici questi che sono testimoniati dalle esperienze già avviate da decenni in altre coste italiane e mondiali. Proprio a questo riguardo, per poter portare avanti un sereno confronto, lo invitiamo sin d’ora alla presentazione del documentario che conterrà le interviste a pescatori e operatori turistici dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo che grazie al patrocinio dei Comuni di San Benedetto e Grottammare abbiamo visitato l’anno scorso con una folta delegazione di cittadini, studenti operatori del nostro territorio."
Il portavoce dell’associazione Promotori del Parco Marino del Piceno
ODV Massimo Rossi
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