Quando la cultura diventa incontro e confronto: prosegue “Indipendenti, Ribelli e Mistici”
Giovedi 20 agosto ospite Raffaella Nova Santagostino

Dopo il vivo apprezzamento dell’incontro col dottor Michel Mallard (per tale ragione sarà replicato il primo settembre) che ha aperto la sesta edizione della rassegna culturale “Indipendenti, Ribelli e Mistici” continua il suo viaggio nel cuore del pensiero contemporaneo. Ideata dall'artista Mario Vespasiani e dalla musa Mara, la manifestazione ospiterà giovedì 20 agosto alle ore 19:00 nello studio di Ripatransone la scrittrice e studiosa Raffaella Nova Santagostino.
Il secondo appuntamento: memoria, storia e psichiatria tra Otto e Novecento
Il valore del dialogo e della riscoperta storica trova piena espressione nell'incontro con Raffaella Nova Santagostino, un appuntamento che intreccia i grandi eventi della storia italiana con vicende umane intense e toccanti. La riflessione della studiosa toccherà temi di alto spessore, partendo da una singolare esperienza personale, l'autrice ha dato vita a un'opera che unisce, come i fili di un prezioso arazzo, la formazione del Regno d'Italia, l'evoluzione della psichiatria e le vite di tre giovani donne — Colomba, Costanza e Bromelia — coraggiose e ribelli alle rigide tradizioni dell'aristocrazia fiorentina. Un'occasione preziosa per riflettere sul passato e comprendere meglio le radici del nostro presente.
Il valore della rassegna: la cultura come spazio libero di relazione e crescita
Nata con l'intento di creare un luogo di confronto autentico e libero tra persone, idee e discipline differenti, la rassegna “Indipendenti, Ribelli e Mistici” si è affermata nel corso degli anni come una delle esperienze culturali più originali del panorama italiano. Il nome stesso della rassegna racchiude una precisa visione del mondo: indipendente rispetto ai percorsi prestabiliti e commerciali, ribelle nei confronti dell'omologazione del pensiero e mistica intesa come la capacità di cercare, attraverso la conoscenza, ciò che va oltre la superficie delle cose. In un'epoca in cui il dibattito culturale tende spesso a frammentarsi in ambiti specialistici e chiusi, la kermesse sceglie la via dell'eterogeneità, mettendo in relazione mondi apparentemente lontani come l'arte, la scienza, la storia e la spiritualità. La scelta di ambientare questi incontri all'interno dello Studio d'Arte di Mario Vespasiani amplifica ulteriormente questo valore: lo spazio creativo non è soltanto un luogo di produzione artistica, ma si apre alla comunità diventando un vero e proprio attrattore di menti creative, studiosi e personalità del pensiero. Qui il pubblico non si limita a essere spettatore passivo, ma diventa parte attiva di un processo di condivisione e crescita collettiva.
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