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RICOSTRUZIONE POST SISMA: L’ALLARME ERA CHIARO GIÀ NEL 2017. CON QUALE SERENITÀ ORA, GLI ATTUALI RESPONSABILI ISTITUZIONALI GARANTIRANNO LA RICOSTRUZIONE?

Amministratore30 ottobre 2026 alle 22:03

"Ero in Consiglio regionale quando, nel novembre del 2017, volemmo fortemente quell'incontro con l'On. Rosy Bindi, allora presidente della Commissione parlamentare antimafia. Eravamo all'inizio della ricostruzione e, come maggioranza di centrosinistra, esprimevamo già una profonda preoccupazione: definimmo giustamente quell’opera il cantiere più grande d’Europa, ed in quanto tale esposto a rischi enormi.

Oggi quell’allarme, purtroppo, si rivela profetico.

La Commissione e la Presidente Bindi ci misero in guardia: le mafie non arrivano solo a infiltrarsi alla base, ma puntano direttamente ai vertici, ai comandi, alle stanze decisionali. Se le accuse al centro dell'attuale inchiesta verranno accertate e confermate, ci troveremmo di fronte esattamente a questo scenario: purtroppo, avevamo visto giusto.

Naturalmente, le indagini faranno il loro corso per accertare le responsabilità individuali e giudiziarie, nel totale rispetto del lavoro della magistratura e della presunzione d'innocenza. Ma c'è una questione che non può essere delegata ai giudici e che resta sul tavolo: la responsabilità politica e gestionale.

Se un sistema di gestione della ricostruzione è finito al centro di un’inchiesta così delicata, e se queste accuse dovessero trovare riscontro, la domanda è d’obbligo: chi aveva la responsabilità di controllo si è accorto di ciò che stava accadendo? E, se non se n’è accorto, perché?

Oggi il problema è entrato nei palazzi, arrivando persino nella Segreteria particolare del presidente della Regione. Ed è qui che puntiamo l'indice con forza: gli attuali vertici della gestione e la macchina dell'Ufficio della Ricostruzione sono davvero in grado di portare avanti questo lavoro con la necessaria serenità?

Non basta dichiararsi estranei ai fatti e attendere l’esito dell’inchiesta. Chi guida le istituzioni e la macchina della ricostruzione ha il dovere di assumersi una responsabilità politica netta anche per ciò che non ha saputo vedere, prevenire o segnalare, qualora i fatti venissero confermati. La Regione deve risposte pubbliche immediate: quali controlli sono stati fatti? Cosa non ha funzionato?

La magistratura farà giustizia accertando i fatti, ma la responsabilità politica non può e non deve aspettare la fine dei processi."

Fabio Urbinati

Consigliere Comunale San Benedetto

Ex Consigliere Regionale