Operazione antidroga nel Maceratese, nove persone in carcere

Sgominata associazione per il traffico di droga tra Potenza Picena e Civitanova Marche, nel Maceratese.
Nove arresti eseguiti dai carabinieri del comando provinciale di Macerata, coadiuvati da militari di Ancona, Fermo e Cosenza, dal nucleo cinofili di Pesaro e dal quinto nucleo elicotteri di Pescara. L'operazione "Potentia" - dal nome antico di Potenza Picena - è scattata nelle prime ore della mattinata su ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Ancona, su richiesta della Procura di Ancona (Direzione distrettuale antimafia) in collaborazione con la Procura di Macerata. Le indagini dell'aliquota operativa della compagnia di Civitanova Marche, condotte da marzo 2024 a settembre 2025, sono partite dalla denuncia di una madre esasperata per le continue richieste di denaro del figlio tossicodipendente. Il capo del gruppo l'aveva contattata direttamente per intimidirla e costringerla a pagare i debiti contratti dal ragazzo. Gli inquirenti hanno ricostruito una vasta rete di spaccio di cocaina che riforniva consumatori abituali, tra cui comuni cittadini e insospettabili professionisti, nelle movimentate zone costiere di Potenza Picena e Civitanova Marche. Al vertice un pregiudicato di origini calabresi, ben radicato sul territorio, la cui famiglia si trasferì a Porto Potenza Picena negli anni Novanta: il padre era affiliato alla 'ndrangheta. Insieme a lui sono finiti in carcere il fratello, con ruolo di coordinamento, e la moglie, titolare di una nota tabaccheria, che fungeva da collettore dei proventi dello spaccio. Altri sei pregiudicati avevano funzioni di organizzazione, esecuzione, custodia dello stupefacente e rifornimento. Gli spacciatori utilizzavano la tecnica dello spaccio itinerante, cambiando luoghi di incontro e usando WhatsApp con linguaggio in codice. Avevano individuato quattro canali di approvvigionamento riconducibili a persone di origine albanese, nordafricana e alla criminalità organizzata campana. Il gruppo, secondo gli inquirenti, esercitava un controllo serrato del territorio, conosceva le targhe dei veicoli civetta delle forze dell'ordine e poteva contare su fiancheggiatori pronti a dare l'allarme. Le indagini hanno portato a cinque arresti in flagranza, al sequestro di 300 grammi di cocaina e due chili tra hashish e marijuana, alla contestazione di circa 200 cessioni di stupefacente. È stato anche sventato un tentativo di furto con esplosivo a un bancomat di Recanati (Macerata). Durante le operazioni sono state sequestrate tre armi con matricola abrasa: due fucili, un revolver e una pistola Beretta calibro 9x21 con 80 proiettili.
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