Offida si schiera per la pace: no al genocidio a Gaza e al riarmo in Europa

OFFIDA – Durante il Consiglio comunale del 22 maggio, l’Amministrazione offidana ha approvato due mozioni presentate dal gruppo consiliare Offida Solidarietà e Democrazia dal forte significato politico e morale:
un chiaro no al genocidio in corso a Gaza e no al riarmo europeo, riaffermando i valori della pace, della giustizia e della dignità umana. Condanna del genocidio a Gaza e sostegno alla Palestina La prima mozione, approvata con i voti del Gruppo di maggioranza, condanna fermamente le violenze in atto nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Il documento chiede al Governo italiano di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina, di interrompere ogni forma di cooperazione militare con Israele e di bloccare l’accordo di partenariato tra Unione Europea e Israele. La maggioranza capeggiata dal sindaco Luigi Massa definisce le azioni israeliane come un genocidio e denuncia ogni tentativo di deportazione del popolo palestinese. Il Consiglio richiama al rispetto del diritto internazionale e alle sentenze delle corti internazionali, ribadendo la necessità di un’azione decisa della comunità internazionale per fermare la tragedia umanitaria in corso. No al riarmo europeo, sì alla giustizia sociale La seconda mozione, approvata all’unanimità da tutte le forze politiche presenti in Consiglio, si oppone al piano europeo da 800 miliardi di euro per il riarmo, noto come ReArm Europe. Il Consiglio comunale di Offida ha invece espresso un appello forte affinché l’Unione Europea scelga di investire non in armi, ma in Sanità, Istruzione, Lavoro e Tutela Ambientale. «La sicurezza nasce dalla giustizia, non dagli armamenti» – si legge nel documento approvato –. Una dichiarazione che rappresenta una netta presa di posizione contro la logica della guerra e del riarmo, in favore di una visione europea fondata sui diritti, sulla coesione sociale e sulla pace. Con queste due mozioni, Offida si unisce alla rete crescente di enti locali e realtà civili che in tutta Italia stanno alzando la voce contro le guerre, le occupazioni militari e l’ingiustizia globale. Il messaggio è chiaro: anche dai piccoli comuni può partire una grande spinta per un mondo più giusto, umano e pacifico.
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