Nuovi trionfi Anthropos ai Mondiali di Nuova Delhi

Oro nel getto del peso F11 per Assunta Legnante e bronzo nel salto in lungo T12 per Arjola Dedaj dell’associazione sportiva di Civitanova Marche
I Mondiali di atletica paralimpica sono giunti al penultimo giorno di gare e ultimo per i portacolori dell’Anthropos. Una giornata indimenticabile per i rappresentanti del team marchigiano. Alle ore 5:30 italiane è scesa in pedana per il Peso categoria F11 Assunta Legnante. La capitana azzurra, allenata dal tecnico Roberto Minnetti, è sempre più nella leggenda. L’indomabile atleta è salita sul tetto del mondo per la sesta volta nel getto del peso. Senza rivali la campionessa che con un miglior lancio da 14,44 mette quasi due metri tra sé e la cinese Zhao Yuping, argento con 12,67. L'atleta asiatica beffa all'ultimo tentativo Lydia Church, che con 12,60 conquista il bronzo per la Gran Bretagna. "Sono contentissima per l’ ennesima vittoria iridata – il commento della diretta interessata -. La gara l'ho vissuta con poca grinta perché ho gareggiato quasi da sola, ma come si dice gli assenti hanno sempre torto e ad avere ragione è chi gareggia. Io c'ero e questo è il mio sesto oro mondiale nel peso. Questa manifestazione è stata bellissima e la nostra squadra è fantastica, composta davvero da grandissimi ragazzi di cui non posso che essere fiera. Li ringrazio come ringrazio tutti quelli che mi hanno permesso di raggiungere questo traguardo: il tempo passa, ma io ci sono ancora”. Alle ore 5:55 italiane è giunto il momento di Ndiaga Dieng nella finale dei 1500 m categoria T20. Ndiaga, tesserato anche con il Gruppo Sportivo Paralimpico Difesa, allenato dal tecnico Maurizio Iesari dell’Atletica Avis Macerata con cui si allena, nella mattinata di ieri aveva conquistato senza problemi l’accesso alla finale e quest’oggi si è fermato a soli 57 centesimi dalla medaglia senza riuscire a ultimare la propria rimonta ed eguagliando il piazzamento di Parigi 2023. Come nelle semifinali, parte arrembante il giapponese Natsuki Toda, che prova a scappare via portandosi dietro il portoghese Sandro Baessa, ma lo statunitense e campione mondiale Michael Brannigan non ci sta e a metà gara prende la testa della corsa per andare a vincere il terzo titolo iridato personale con il record dei campionati di 3:50.44. Il giapponese conquista l'argento in 3:52.45 e il portoghese è di bronzo con 3:55.00 davanti all'azzurro, quarto in 3:55.57. Ndiaga a fine gara: "Poteva andare meglio, mi sono rilassato troppo dopo la vittoria negli 800 e non ci ho creduto fino in fondo, ma questo risultato non fa che motivarmi di più. Non mollerò e, anzi, ripartirò dalla medaglia d'oro conquistata l'altro giorno per lavorare sempre di più anche sulla distanza più lunga". Alle ore 13:30 italiane è giunto il momento di scendere in pedana per Arjola Dedaj nella finale del salto in lungo categoria T11. Arjola, in pedana con la guida Stefano Storti, allenata dal marito e atleta nazionale Emanuele Di Marino, otto anni dopo la vittoria di Londra 2017, torna sul podio iridato nel salto in lungo con un bronzo di grande spessore. Non una gara semplice per l'azzurra, che si trova fin da subito a lottare contro problemi fisici che ne influenzano la prestazione e la obbligano a richiedere l'assistenza del medico. La lunghista azzurra però non cede al dolore e con un salto da 4,41 conquista il terzo gradino del podio alle spalle della spagnola Alba Garcia Falagan, oro in 4,80, e della francese Tiffany Logette-Lods, seconda con 4,56.
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