La serata dell'anteprima nazionale del docufilm Mario Lupo - La mia vita per l'arte
Palazzina Azzurra gremita per l’anteprima nazionale del docufilm “Mario Lupo – La mia vita per l’arte”

San Benedetto del Tronto - Una serata di grande partecipazione e intensa commozione ha accompagnato, sabato 11 luglio, l’anteprima nazionale del docufilm “Mario Lupo – La mia vita per l’arte”, presentato alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto nell’ambito della seconda, attesissima serata della 33ª Rassegna del Documentario – Premio Libero Bizzarri.
Già con largo anticipo rispetto all’inizio della manifestazione, decine e decine di persone avevano occupato i posti della platea allestita nella suggestiva cornice del palco all’aperto della “conchiglia” della Palazzina Azzurra. Un pubblico numerosissimo, che ha seguito la proiezione anche in piedi, riempiendo ogni spazio disponibile e confermando la grande attesa che aveva accompagnato la presentazione del film.
Il docufilm, prodotto da Maristella Lupo e da Endeca | Agitatore Culturale ETS, associazione fondata e gestita da Franco Mercuri, Rosalba Rossi e Francesca Amadio, è stato scritto e diretto dai registi Giacomo Cagnetti e Rovero Impiglia ed è parte integrante del Progetto Lupo100, nato per celebrare il centenario della nascita dell’artista attraverso mostre, cinema, ricerca e memoria.
Ad aprire la serata e a fare gli onori di casa è stata Francesca Romana Vagnoni, presidente della Fondazione Libero Bizzarri, che ha subito invitato sul palco Maristella Lupo, evidenziando il forte valore simbolico dell’appuntamento: nel 2026 ricorrono infatti tanto il centenario della nascita di Libero Bizzarri quanto quello di Mario Lupo, due protagonisti della cultura italiana capaci, attraverso linguaggi diversi, di raccontare il loro tempo e la realtà umana delle terre adriatiche.
Proprio per rafforzare il filo rosso tra le due figure celebrate, la serata si è aperta con la riproposizione del documentario di Libero Bizzarri “Gente dell’Adriatico”, realizzato nel 1960, al quale ha fatto seguito la tanto attesa proiezione del docufilm dedicato a Mario Lupo.
Francesca Romana Vagnoni ha quindi accolto sul palco anche il sindaco di San Benedetto del Tronto, Nicola Mozzoni, protagonista di un momento particolarmente significativo e personale. Per ricordare il profondo rapporto di amicizia che aveva legato la propria famiglia a Mario Lupo — e in particolare il padre Domenico Mozzoni, grande amico ed estimatore dell’artista — il sindaco ha portato con sé un dipinto che Mario Lupo donò alla famiglia nel giorno del suo battesimo.
Sul retro dell’opera è ancora presente la dedica autografa dell’artista, accompagnata da un curioso aneddoto raccontato dallo stesso Mozzoni: Mario Lupo, nel redigerla, scrisse erroneamente il nome Andrea anziché Nicola, lasciando così una testimonianza affettuosa e singolare di quel legame familiare.
Tra le istituzioni presenti anche Cinzia Campanelli, Assessore alla Cultura del Comune di San Benedetto del Tronto, e Agnese Capecci, Assessore al Turismo.
Numerose anche le personalità del mondo del cinema, della televisione e del documentario intervenute all’appuntamento: Piero Alessandro Corsini, vicedirettore di Rai Documentari; il produttore cinematografico Fabrizio Saracinelli; il regista Luigi Maria Perotti e Beatrice Coletti, manager televisiva e presidente di Tivù S.r.l., che ha moderato l’incontro centrale della serata.
Sul palco sono intervenuti Maristella Lupo, Rosalba Rossi, i registi Giacomo Cagnetti e Rovero Impiglia e lo strategy manager del Progetto Lupo100 Marco Perosa, offrendo al pubblico testimonianze, riflessioni e retroscena sulla lunga attività di ricerca che ha condotto alla realizzazione del film.
Tra i presenti anche numerosi esponenti del mondo dell’arte, come l’artista Rodrigo Blanco, e del mondo accademico, come lo storico dell’arte Claudio Castelletti, oltre ai protagonisti e ai testimoni che hanno preso parte alla realizzazione del docufilm: gli storici dell’arte Nunzio Giustozzi e Marino Capretti, curatori insieme a Rosalba Rossi delle mostre del Progetto Lupo100; Gino Troli, presidente del Circolo dei Sambenedettesi; Tiziana Bisognin, già collaboratrice di Mario Lupo; l’artista Marcello Sgattoni, amico di Mario Lupo, e gli attori Francescomaria Di Bonaventura e Piergiorgio Cinì, che hanno dato rispettivamente corpo e voce all’artista. Cinì, a conclusione della proiezione, ha regalato ai presenti una ulteriore, magistrale interpretazione della voce di Mario Lupo, riportando idealmente l’artista sul palco attraverso parole, timbro ed emozione.
Nei suoi 62 minuti, il docufilm ha tenuto gli spettatori completamente assorti, emozionandoli e commuovendoli in più momenti.
Il racconto ripercorre la vita di Mario Lupo a partire dalla nascita a Giulianova, attraversando gli anni del servizio militare e della formazione ad Ancona, città nella quale lo stesso artista affermava di essere “nato come pittore”, fino al trasferimento a San Benedetto del Tronto, città che lo accolse, lo amò e nella quale aprì la sua prima galleria, e a Grottammare, dove stabilì il proprio studio.
Parallelamente alla vicenda biografica, il film indaga la poetica dell’artista e i temi più riconoscibili della sua pittura: le donne in attesa, i gabbiani, gli olivastri, il mare e le figure delle comunità adriatiche. Non semplici soggetti, ma simboli di speranza, sofferenza, resilienza, memoria e solidarietà.
Molto intensa è risultata la sequenza dedicata alla genesi e alla realizzazione del monumento al gabbiano Jonathan Livingston, divenuto negli anni uno dei simboli più forti e riconoscibili della città di San Benedetto del Tronto. Un’opera, che il film ricorda commissionata dal Circolo dei Sambenedettesi e realizzata con una raccolta fondi della cittadinanza, capace di andare oltre il proprio valore artistico per entrare stabilmente nell’identità e nella memoria collettiva della città.
Il docufilm ricostruisce inoltre la collaborazione tra Mario Lupo e Caterina Ricci per la realizzazione delle scenografie destinate agli spettacoli della ballerina e maestra di danza classica (scomparsa prematuramente nel 2004), testimoniando ancora una volta la curiosità, la versatilità e la continua tensione sperimentale che caratterizzarono l’intero percorso dell’artista.
Filo conduttore del racconto è Maristella Lupo, protagonista principale del film, che ripercorre i luoghi del padre, ne ricostruisce la memoria e accompagna lo spettatore dentro un viaggio intimo e universale al tempo stesso: una storia familiare che diventa racconto collettivo, testimonianza di vita, messaggio di speranza e un invito ad inseguire sempre i propri sogni senza mai arrendersi.
Al termine della proiezione, la platea ha tributato al film applausi lunghi e ininterrotti. Numerosi gli spettatori visibilmente commossi, con i volti segnati dalle lacrime, a testimonianza della forza con cui il racconto è riuscito a restituire la dimensione umana e artistica di Mario Lupo.
L’anteprima nazionale di “Mario Lupo – La mia vita per l’arte” rappresenta indubbiamente un nuovo, importante successo per i registi Giacomo Cagnetti e Rovero Impiglia, per Endeca | Agitatore Culturale ETS e per l’intero gruppo di lavoro che sta portando avanti il Progetto Lupo100.
Un progetto culturale diffuso che, dopo le mostre MARE PRIMO a Giulianova e MARE TUTTO ad Ancona, tuttora in corso, approderà in autunno a San Benedetto del Tronto con MARE ALTRO, terzo e conclusivo capitolo della trilogia espositiva dedicata al centenario dell’artista. Il percorso celebrativo sarà ulteriormente arricchito dalla pubblicazione del catalogo generale, attualmente in fase di realizzazione, curato dall’architetto Franco Mercuri con la collaborazione del fotografo Emanuele Santori. Un volume concepito non come semplice catalogo di mostra, ma come testimonianza organica dell’intero progetto, impreziosito dalle fotografie di Santori che, attraverso un attento lavoro di ripresa, restituiscono la profondità delle opere di Mario Lupo, la ricchezza della materia pittorica e l’intensità della sua luce, immagini che hanno contribuito in maniera significativa anche alla realizzazione del docufilm.
Dopo il grande successo della serata alla Palazzina Azzurra, il viaggio di Lupo100 continua dunque a seguire la propria rotta, unendo città, persone, istituzioni e territori nel segno di un artista il cui sguardo, a cento anni dalla nascita, continua a parlare al presente, raccontando il mare, la gente e le storie dell’Adriatico.
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