L'incendio di Colli alimenta la polemica: il sindaco infuriato, 'chiediamo tutele'

Colli del Tronto - "Un'azienda come l'Adriatica Bitumi non può stare fra le case e i negozi. Chiedo un tavolo tecnico ad Arpam, Ast e Prefettura di Ascoli Piceno: mi devono mettere nero su bianco che garantiscono per l'incolumità dei miei cittadini".
È su tutte le furie il sindaco di Colli del Tronto, Andrea Cardilli, che chiede tutele per gli abitanti del territorio dopo l'incendio divampato stamani nell'azienda in pieno centro del paese a pochi chilometri da Ascoli. Il rogo ha generato una densa colonna di fumo nera che si è propagata per chilometri costringendo i residenti a tenere chiuse le finestre. Il sindaco ha anche disposto il divieto temporaneo - per tre chilometri verso Pagliare e un chilometro dentro Colli del Tronto - di consumo di ortaggi provenienti dai terreni compresi in questo spazio. Cardilli si fa interprete delle lamentele dei residenti che da anni segnalano odore nauseabondo di catrame provenire dall'azienda, infestando l'aria. Polemiche stanno divampando oggi anche sui social. "Non ce la facciamo più. Io abito a 200 metri e vi assicuro che la situazione è diventata insopportabile - ha detto Cardilli all'Ansa - L'Arpam e l'Ast ci dicono che l'azienda è in regola e come Comune non abbiamo un modo per farla chiudere, altrimenti andremmo incontro al rischio di pagare risarcimenti enormi". Una querelle fra municipalità e azienda che va avanti da anni. "Più volte ho pregato loro di delocalizzare; cinque anni fa avevano promesso che si sarebbero trasferiti a Controguerra (Teramo, ndr) dove mi dissero di aver acquisito un sito, ma non l'hanno mai fatto. - attacca il sindaco - Anzi, hanno fatto ulteriori modifiche all'impianto attuale spendendo soldi e Arpam e Ast hanno dato l'autorizzazione. Ora hanno una concessione trentennale che, di fatto, ci blocca. L'azienda non ha determinati obblighi di adeguamento alle nuove norme e il Comune non ha strumenti per poterla chiudere". Cardilli ha chiesto un tavolo tecnico per affrontare l'emergenza. "Arpam, Ast e Prefettura devono garantire per iscritto l'incolumità dei miei cittadini", conclude.
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