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Caro affitti e carburante, scegliere casa e lavoro è sempre più un rebus

Editor21 giugno 2026 alle 12:41

L'emergenza abitativa e il crescente costo della mobilità stanno modificando profondamente le scelte di famiglie, lavoratori e imprese. Sempre più persone sono costrette ad allontanarsi dai grandi centri urbani per trovare abitazioni a prezzi sostenibili, ma il risparmio sull'affitto viene spesso eroso dall'aumento delle spese necessarie per raggiungere il posto di lavoro.

È quanto emerge da un’analisi della CNA sul rapporto tra costo della casa, mobilità e mercato del lavoro, che evidenzia come il crescente divario tra luoghi di residenza e luoghi di lavoro stia generando un nuovo costo fisso per milioni di famiglie e stia incidendo sulla competitività delle imprese.

Secondo l’elaborazione fornita da CNA nazionale su un appartamento di 70 metri quadrati, ad Ascoli, tra il 2019 e il 2025, il canone medio dell’affitto è passato da 500 a 595 euro mensili, con un incremento del 19%, più che doppio rispetto all’aumento del salario medio (8%). L’affitto, oggi, assorbe circa il 35% di uno stipendio e, su base annua, corrisponde a oltre quattro mensilità medie.

Alla luce dell’aumento dei costi, le famiglie potrebbero scegliere di trasferirsi fuori dai capoluoghi di provincia per risparmiare sull’affitto. Il vantaggio economico sul canone, tuttavia, deve essere confrontato con le maggiori spese necessarie per raggiungere ogni giorno il posto di lavoro, accompagnare i figli e accedere ai servizi.

È da questo presupposto che si sviluppa l’analisi CNA, che evidenzia come, a fronte di un risparmio di circa 300 euro al mese dall’affitto, i costi aggiuntivi tra carburante, manutenzione del veicolo, pneumatici, parcheggi e altre spese di mobilità superano i 2.000 euro annui. In questo modo. oltre la metà del beneficio ottenuto sull'affitto rischia di essere assorbito dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro.

Il fenomeno, ovviamente, assume dimensioni diverse a seconda dei territori di riferimento. Se nelle grandi aree metropolitane trasferirsi fuori città può garantire un risparmio significativo, in altre città il risparmio sull’affitto viene assorbito per oltre due terzi dalle spese di mobilità. Prendendo in esame il caso di Ancona, unica città marchigiana analizzata da CNA, i costi degli spostamenti arrivano a coprire il 75% del risparmio ottenuto sul canone di affitto.

La situazione è ancora più pesante per gli artigiani e le piccole imprese che operano quotidianamente sul territorio. Installatori, impiantisti, manutentori, elettricisti e serramentisti, infatti, non si limitano a raggiungere il luogo di lavoro, ma la loro stessa professione si svolge in movimento tra clienti, cantieri, fornitori e interventi di assistenza.

In questo senso, secondo le elaborazioni della CNA, un serramentista percorre mediamente circa 20.000 chilometri all'anno, sostenendo costi di mobilità che possono superare i 4.500 euro per veicolo. Per un elettricista che opera quotidianamente sul territorio la spesa annua sale a circa 5.600 euro, mentre per termoidraulici e manutentori, che percorrono mediamente 30.000 chilometri l'anno, il conto può raggiungere i 6.700 euro. La situazione più onerosa riguarda gli installatori di impianti che, tra sopralluoghi, cantieri e assistenza tecnica, arrivano a percorrere fino a 35.000 chilometri l'anno e a sfiorare gli 8.000 euro di costi annui per ciascun veicolo operativo.

«Casa e lavoro stanno diventando due poli sempre più distanti - dichiarano la presidente Arianna Trillini e il direttore Francesco Balloni - I recenti rincari del carburante si sommano a un caro affitti tangibile, anche ad Ascoli e nel Piceno. Servono risposte coordinate per poter affrontare un tema che riguarda direttamente la qualità della vita e interessa da vicino famiglie, imprese e giovani. Oltre alle politiche abitative sono necessari interventi sul piano delle infrastrutture e per migliorare qualità e quantità dell'offerta di trasporto pubblico locale».