Discariche e distanze dai centri abitati: Marche a Rifiuti Zero chiede chiarezza su VAS, salute e partecipazione pubblica
L’associazione chiede alla Regione di ritirare o riformulare l’emendamento n. 5/26: “Serve una procedura chiara, con VAS, screening VIncA, valutazione sanitaria, dati epidemiologici aggiornati e partecipazione pubblica”

Marche a Rifiuti Zero ETS esprime forte preoccupazione per l’emendamento n. 5/26 al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR), che prevede la possibilità di ridurre da 1.500 metri a 1.000 metri la distanza minima tra le discariche per rifiuti non pericolosi e le aree residenziali.
Secondo l’associazione, la modifica proposta non può essere considerata un semplice aggiustamento tecnico. La distanza di 1.500 metri è stata già valutata nel procedimento di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) e qualificata dalla stessa Regione come criterio cautelativo a tutela della salute pubblica. Ridurla significa intervenire su un elemento centrale della pianificazione ambientale e sanitaria.
“Il problema non è solo la distanza in sé, ma il metodo”, dichiara Marche a Rifiuti Zero. “L’emendamento parla genericamente di ‘valutazione della sostenibilità ambientale’, ma questa formula non corrisponde a una procedura chiara prevista dal D.lgs. 152/2006. Se si vuole modificare un criterio localizzativo così delicato, occorre seguire un percorso formale, trasparente e partecipato”.
Per Marche a Rifiuti Zero, l’eventuale riduzione della distanza deve essere trattata come una modifica significativa del PRGR e richiede almeno una verifica di assoggettabilità a VAS, integrata con screening di Valutazione di Incidenza (VIncA) e con una seria valutazione sanitaria, fondata su dati epidemiologici aggiornati.
Particolare attenzione deve essere rivolta ai territori che ospitano già discariche e che hanno sopportato per anni impatti ambientali, sociali e sanitari. “Ridurre genericamente le distanze rischia di favorire nuovi ampliamenti o nuove localizzazioni proprio nei contesti già più esposti. Prima di qualunque scelta, vanno valutati il carico cumulativo, il fattore di pressione, la vicinanza ai ricettori sensibili, lo stato di salute delle popolazioni e la qualità ambientale dei territori”.
L’associazione ricorda inoltre che la Valutazione di Incidenza non può essere rinviata alla fase autorizzativa del singolo impianto, perché la variante modificherebbe a monte il quadro localizzativo del Piano. Analogamente, se la verifica dovesse condurre a una VAS completa, dovrà essere garantita una nuova fase di partecipazione pubblica, con accesso agli elaborati e possibilità di presentare osservazioni da parte di cittadini, Comuni, enti sanitari, ARPAM, enti gestori dei siti Natura 2000 e soggetti competenti in materia ambientale.
Marche a Rifiuti Zero chiede quindi alla Regione Marche e al Consiglio regionale di ritirare o riformulare l’emendamento, chiarendo espressamente le procedure da seguire e garantendo che ogni eventuale modifica del criterio delle distanze sia valutata in modo comparativo, considerando anche il mantenimento del limite di 1.500 metri, l’eventuale ritorno a 2.000 e l’introduzione di criteri aggiuntivi di tutela.
“La tutela della salute pubblica e dell’ambiente non può essere affidata a una formula generica. L’incertezza scientifica impone più istruttoria, non meno tutela. Su discariche, distanze e territori già gravati serve prudenza, trasparenza e pieno rispetto delle procedure ambientali”.
Marche a Rifiuti Zero ETS
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