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INCONTRI CON L'AUTORE "MIMMO MINUTO", venerdì 14 agosto ALCIDE PIERANTOZZI presenta LO SBILICO

Amministratore10 agosto 2026 alle 12:46

La 45° edizione degli Incontri con l'autore “Mimmo Minuto” propone per la vigilia

di Ferragosto una serata evento con lo scrittore sambenedettese ALCIDE

PIERANTOZZI, autore del romanzo LO SBILICO, vincitore del Premio

Nazionale di Narrativa Bergamo, del Premio letterario Valle d’Aosta, del Premio

Wondy di letteratura resiliente, entrato nella cinquina finalista del Premio Strega e

del Premio Campiello, vincitore del Premio Strega Deutschland.

LO SBILICO è un libro che dà voce a un bisogno collettivo di nominare con

precisione il malessere psicologico, l’alienazione, la medicalizzazione, la solitudine.

Alcide ha quarant’anni, prende sette pasticche al giorno ed è considerato «un

paziente lucido, vigile, collaborativo, dall’eloquio fluido». È un essere umano

«difettoso» ed i suoi difetti stanno tutti dentro quattro pagine di diagnosi

controfirmate da un famoso psichiatra: «disturbo bipolare», «spettro dell’autismo»,

«dissociazione dell’io», «antipsicotici», «pensieri di mancata autoconservazione».

Dal suo esilio in una cittadina dell’Abruzzo, Alcide racconta le sue giornate e cosa

accade quando l’equilibrio psichico s’incrina: l’innesco della paranoia, la percezione

che si sdoppia, il modo in cui il tempo fermo di un’attesa non è mai davvero fermo,

perché è lì che arrivano i pensieri. Nel suo resoconto si alternano momenti di un

prima a Milano, la città che sembrava poterlo tenere in vita, e di un prima ancora,

un’infanzia in cui tutto faceva troppo male ma a salvarlo c’erano la nonna, la

bicicletta, uno zoo di animaletti di campagna. Nel presente, invece, c’è la vita con

sua madre, che è origine e al tempo stesso unico argine possibile delle sue psicosi. E

poi l’ossessione per le parole, la ricerca quotidiana nei libri dei termini esatti, che

sappiano ridurre l’irriducibile, nominare l’innominabile.

Questa è la storia di uno sperdimento, una storia che possiede il dono e la condanna

di saper parlare davvero a chiunque. A chiunque, almeno una volta, non si sia

riconosciuto nel proprio riflesso allo specchio e abbia messo in dubbio la fondatezza

dei propri pensieri e dei propri desideri.