Il Premio di laurea dedicato Piero Alberto Capotosti conferito ad Antonietta Bianchino e Lorenza Carucci

La cerimonia nella sala consiliare alla presenza dell’Avvocato generale dello Stato.
Alla presenza di autorità civili e militari, di numerosi avvocati (la giornata dava diritto a crediti formativi) e di un nutrito gruppo di ospiti e cittadini intervenuti per l’occasione, nel primo pomeriggio di venerdì 29 novembre, la sala consiliare del civico Municipio ha accolto la cerimonia di conferimento dei due premi di laurea in memoria del prof. Piero Alberto Capotosti. Il riconoscimento, conferito per la prima volta quest’anno con l’intento di tenere vivo il ricordo della lunga e prestigiosa carriera dell’accademico scomparso nel 2014, è stato attribuito alla dottoressa Antonietta Bianchino (laureata all’Università di Firenze con una tesi su “L’evoluzione dell’attrazione in sussidiarietà nella giurisprudenza della Corte Costituzionale”) e alla dottoressa Lorenza Carucci (laureatasi a Torino con una tesi su “Il principio di elettività come garanzia di autonomia e indipendenza della Magistratura ordinaria”) che, oltre alla pergamena con la motivazione, hanno ricevuto un assegno da 2500 euro ciascuna. La manifestazione, che è stata insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana quale riconoscimento del suo prestigio e dell’alto valore culturale, è stata aperta dalle parole del sindaco Antonio Spazzafumo, che ha così omaggiato la figura di Piero Alberto Capotosti: “Siamo stati ben felici e orgogliosi di accettare la proposta di istituire questo premio a ricordo di un nostro stimato ed illustre concittadino onorario, come simbolica proiezione nel futuro della sua opera e del suo insegnamento. Piero Alberto Capotosti, pur avendo ricoperto prestigiosissimi incarichi a livello nazionale, non ha mai dimenticato la città che gli ha dato i natali. Aveva mantenuto un legame forte con San Benedetto che, nel 1998, gli conferì il premio Truentum, massima onorificenza cittadina. Le voleva bene, ed ogni occasione era buona per tornare qui tra i ricordi più cari e le amicizie più sincere”. Ad arricchire ulteriormente la celebrazione, la lettura di un messaggio da parte del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Marina Elvira Calderone, che ha voluto condividere la sua esperienza professionale con il prof. Capotosti nonché esprimere il profondo apprezzamento per l’iniziativa in sua memoria, e l’intervento dell’avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, ospite d’onore della cerimonia, intervenuta con una prolusione sulla figura di Piero Alberto Capotosti e sulla sua capacità di lasciare il segno pur preservando una cortesia e un rispetto per le persone al di fuori del comune. Ha coordinato la cerimonia il prof. Gerardo Villanacci, storico amico e allievo del prof. Capotosti, che ha speso parole sull’importanza del premio e sulla sua valenza per la memoria dell’opera e della carriera del collega scomparso. Il sindaco Spazzafumo ha poi proceduto al conferimento dei due riconoscimenti, accompagnati dalla lettura delle motivazioni dei premi. La commissione giudicatrice, composta dai professori universitari Angela Del Vecchio, coniuge del prof. Capotosti, Gerardo Villanacci, Gianluca Gregori, Bernardo Giorgio Mattarella e Roberto Pessi, ha infatti selezionato le due tesi di laurea tra gli elaborati prodotti dai laureandi in Giurisprudenza, Economia o Scienze Politiche di tutti gli atenei italiani negli anni accademici 2022/23 e 2023/24 che nelle loro dissertazioni abbiano affrontato uno dei temi oggetto di studi del prof. Capotosti. Di seguito le motivazioni espresse dalla commissione: “La tesi della Dott.ssa Bianchino Antonietta si caratterizza per l’impostazione metodologica originale la quale consente un’interpretazione più attuale del fenomeno della sussidiarietà alla luce della giurisprudenza evolutiva della Corte Costituzionale. Parimenti apprezzabile è l’efficacia argomentativa supportata da ampia bibliografia”. “La tesi della Dott.ssa Carucci è apprezzabile per l’attento studio dell’evoluzione storica del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura) nonché per la chiarezza espositiva e l’approfondita analisi della dottrina relativa alla peraltro attuale tematica dell’autonomia e indipendenza della Magistratura. Parimenti pregevoli risultano essere la modalità argomentativa e l’ ampio apparato bibliografico”.
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