“Il potere delle parole”: gli studenti della “Betti” in teatro con Lombardi Vallauri, linguista di fama e docente di Roma Tre

Un pomeriggio dedicato alla forza della lingua e alla consapevolezza comunicativa: questo il cuore dell’incontro che si è svolto al teatro dell’Aquila di Fermo, dove gli studenti delle classi terze dell’istituto fermano hanno dialogato con Edoardo Lombardi Vallauri, linguista tra i più autorevoli del panorama italiano e professore ordinario di Linguistica generale all’Università Roma Tre
L’appuntamento, intitolato “Fammi parlare bene, perché mi serve”, rientra nel progetto “La cura del linguaggio". Il linguaggio della cura”, con cui l’istituto coinvolge tutti gli alunni, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di I grado, mettendo in luce l'importanza della comunicazione come strumento di cittadinanza e crescita personale. L’assessore alla cultura del Comune di Fermo, Micol Lanzidei, ha portato il saluto dell’amministrazione che ha concesso gratuitamente l’uso del teatro e ha rimarcato come la qualità del linguaggio contribuisca alla qualità delle relazioni e della convivenza civile. La dirigente scolastica, Anna Maria Isidori, ha ricordato come, negli ultimi anni, la scuola e la società in generale abbiano registrato segnali di impoverimento lessicale e difficoltà espressive, con una preoccupante crescita dell’analfabetismo funzionale. Da qui la scelta di investire in un percorso strutturato per potenziare la competenza linguistica, perché leggere, scrivere e parlare bene non sono abilità scontate, ma si coltivano nel tempo. Al centro dell’incontro, l’intervento di Lombardi Vallauri, che ha offerto agli studenti e ai numerosi intervenuti una riflessione ricca di riferimenti scientifici e culturali. Riprendendo il pensiero di studiosi come Tullio De Mauro e Ludwig Wittgenstein, il linguista ha spiegato come la lingua sia uno “strumento essenziale: senza parole adeguate — ha detto — le idee migliori rischiano di restare inascoltate o di non essere espresse con compiutezza”. Il professore ha inoltre affrontato temi attuali come l’influenza dell’inglese sull’italiano o il ruolo dei social nella trasformazione del linguaggio e il crescente rischio di superficialità comunicativa. A lungo analizzati anche il rapporto tra competenza di lettura e di scrittura, la scelta del registro linguistico adeguato al contesto o ancora il linguaggio persuasivo, delle parole come delle immagini. Particolarmente apprezzato il dialogo con gli studenti, che hanno introdotto e posto domande su tutti i temi affrontati. Lombardi Vallauri ha ricordato come leggere e, soprattutto, scrivere restino gli strumenti più efficaci per ampliare lessico, pensiero e capacità argomentativa. L’incontro si è concluso con un momento musicale a cura del fisarmonicista Giorgio Monaldi, ex alunno della scuola, e con la lettura di un passo dello Zibaldone di Leopardi, che anticipava nel suo diario filosofico le considerazioni della linguistica moderna: le parole sono come anelli che racchiudono gemme preziose, ma anche come il corpo in cui si incarna l’anima. L’idea, separata dalla parola che la esprime, perde consistenza, fugge alla mente, non è più riconoscibile.
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