Il nervosismo del PD si manifesta con la tecnica dell’illazione. Il “caso” Legnini.
*di Guido Castelli, assessore alla ricostruzione Regione Marche
"Le polemiche sollevate dal Partito Democratico a proposito del ruolo futuro del Commissario Legnini sono risibili e strumentali. Probabilmente sono il frutto di quel nervosismo dilagante che accompagna i candidati progressisti. In occasione della recente conferenza stampa tenuta dal Commissario per il sesto anniversario della scossa del 24 agosto fu lo stesso Legnini ad evidenziare come, nel corso del 2023, con l’approvazione del codice unico della ricostruzione e una volta approvato il testo unico della ricostruzione privata, la gestione del sisma dalla sua forma attuale di tipo commissariale potrebbe evolvere verso una gestione regionale. Questa prospettiva - che potremmo sintetizzare nella formula “dall’emergenza alla programmazione” - non ha nulla di conflittuale o polemico con Legnini con cui notoriamente lavoriamo da anni, in cabina di coordinamento, in un logica sempre costruttiva. Le esternazioni dei candidati PD sono solo illazioni di stampo elettoralistico. Altro discorso , al contrario, è rappresentato dalle gestione centralizzata delle risorse del Fondo Complementare Sisma. Un gestione pressoché esclusivamente affidata a tecnostrutture nazionali che il Presidente Acquaroli, insieme al sottoscritto, ha sempre cercato di contrastare auspicando un sempre maggiore coinvolgimento delle Regioni. Proprio in questi giorni stiamo sperimentando le gravi difficoltà che le imprese del cratere incontrano nella interpretazione di bandi e nella richiesta di supporto da INVITALIA. Il tempo a disposizione è poco, i bandi sono complessi e le aziende - pur desiderose di investire - soffrono per un impianto complessivo complicato e percepito come lontano. La promozione dello sviluppo economico locale è tra le competenze attribuite alle Regioni dalla Costituzione. Il fondo complementare sisma è andato in altra direzione. Ricordare e stigmatizzare questa cosa non è solo giusto. E’ doveroso." Guido Castelli
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