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IL CINEMA PROTAGONISTA ALL'AQUILA: GRAN FINALE PER CIAQ

Amministratore21 settembre 2026 alle 14:01


L'AQUILA - Il lungometraggio "On Our Own", del regista rumeno Tudor Cristian Jurgiu, che racconta il farsi e disfarsi di una famiglia; il documentario "La vita segreta dei giocattoli", delle registe Sara Zavarise e Alexandra D'Onofrio, che segue il viaggio nelle scuole dell’artigiano e poeta ravennate Roberto Papetti; il cortometraggio "Il mio amico Karl", firmato da Nikola Brunelli, con protagonista la piccola Lucia, che esaspera le insegnanti con le sue idee ribelli e rivoluzionarie. Infine, premiato dal voto del pubblico, "Vita in quota" di Claudio Sponta e Andrea Maria Falzone, dedicato alle montagne d'Abruzzo e a cosa significa gestire un rifugio.

Sono queste le quattro opere vincitrici della prima edizione di CiAq - Premio Cinematografico L’Aquila che, da giovedì 17 a ieri, domenica 20 settembre, ha proposto all'Aquila, con un cartellone di 79 opere, di cui 12 lungometraggi, 24 documentari e 43 cortometraggi, arrivate dall'Italia, dagli Stati Uniti, dalla Francia, dalla Croazia, dall'Argentina, dal Regno Unito, dalla Romania, dall'Albania e dalla Svizzera, raccogliendo l’interesse di numerosi addetti ai lavori e di un pubblico selezionato.

La cerimonia di premiazione si è svolta ieri sera al Teatro San Filippo, una delle location, assieme a Palazzo Ciccozzi e piazza del Teatro, secondo una formula diffusa nella città capitale italiana della cultura, alla presenza del senatore, capogruppo in commissione Bilancio, Guido Liris, e del vicesindaco dell'Aquila Raffaele Daniele, che hanno consegnato i premi, del direttore artistico di CiAq, Maurizio Albano, e del direttore organizzativo Francesco Albano, fondatori della casa di produzione SimonFilm, che ha prodotto i film "Piccola storia di un muro" e "Anatomia di un grande sogno", entrambi firmati dal regista Federico Braconi, proiettati dopo la cerimonia di premiazione a piazza del Teatro.

L’iniziativa, organizzata dall’Associazione Culturale Innovahub con il sostegno del Gruppo Abivet Soc. Benefit, della famiglia Albano, di cui fa parte anche Spazio Indipendenza a Palazzo Ciccozzi, è già attiva nel capoluogo regionale abruzzese nel campo culturale e artistico.

"Vi ringrazio per questo evento originale e coraggioso - ha detto il senatore Liris sul palco del San Filippo -, il cinema è parte del dna della nostra città, laboratorio e palcoscenico. Il buon cinema è ingrediente fondamentale della buona qualità di vita, che è l’obiettivo che ci siamo dati nel processo di ricostruzione post-sismica. Il festival è partito forte, e ora però altissima è l'aspettativa per le prossime edizioni".

Sulla stessa lunghezza d'onda il vicesindaco Daniele: "Una bellissima iniziativa, soprattutto perché viviamo in un mondo in cui siamo abituati, con le piattaforme, a fruire del cinema in casa, e quindi già condividerlo sul grande schermo, in luoghi iconici della nostra città, è un valore aggiunto. L'Aquila e il suo territorio non sono solo luoghi dove si proiettano e si vedono film, ma anche dove si realizzano e si producono, grazie anche alla nascita dell'Abruzzo Film Commission. In questo momento, all'Aquila, stanno ad esempio girando un film e una fiction per la Rai".

Ad esprimere soddisfazione il direttore artistico Maurizio Albano.

"Stiamo già lavorando alla prossima edizione, questo festival può e deve crescere, perché raccoglie un'eredità importante, di una città dove il cinema ha svolto un ruolo di primo piano nel panorama culturale. Palazzo Ciccozzi e il suo Spazio Indipendenza si sono confermati luoghi aperti alla città, fucina di idee e proposte, pensate per restituire in pieno la vivibilità di un centro storico oramai ricostruito, tenuto conto che la cultura ne rappresenta un mattone fondamentale".

A seguire l'intervento del figlio e direttore organizzativo, Francesco Albano: "il riscontro di questa prima edizione conferma che L’Aquila ha una vocazione cinematografica naturale e viva. Vedere il Teatro San Filippo, Palazzo Ciccozzi e la Piazza del Teatro nuovamente animati da spettatori, autori emergenti e professionisti del settore è stata la prova che il cinema, inteso come rito collettivo, possiede una forza straordinaria. Ringraziamo le giurie, le istituzioni, i partner e tutto il pubblico che ha condiviso con noi questi quattro giorni intensi".

D’eccezione la giuria ufficiale, composta da personalità di spicco del panorama culturale e cinematografico. A presiedere la sezione lungometraggi la critica cinematografica Mariangela Sansone, affiancata da Anna Collabolletta, Stefano D’Amadio e Gianlorenzo Franzì. La valutazione dei cortometraggi è stata affidata a Francesca Laurenzi, Nicola Luigi Conti e Irina Tarvida, mentre la sezione documentari ha visto in giuria Riccardo Barbieri.

Applausi per il 25enne regista aquilano Claudio Sponta, fresco di diploma al Centro Sperimentale di Cinematografia dell'Aquila, che ha ritirato il premio per "Vita in quota", che racconta una stagione nei rifugi Franchetti, Duca degli Abruzzi e Garibaldi, sul Gran Sasso, il lavoro dei gestori, la loro fatica, l'accoglienza e gli imprevisti, mentre il paesaggio rivela il delicato equilibrio tra turismo, presenza umana e ambiente.

"Credo che in questo film, assieme al co-regista Andrea Maria Falzone, siamo riusciti a trasmettere quello che è l'amore per le nostre montagne. Ma non solo, al centro del racconto ci sono anche gli effetti del cambiamento climatico, che impatta ad esempio sulle risorse d'acqua, come pure l'overtourism, che rappresenta una concreta minaccia per i fragili equilibri della montagna", ha spiegato Sponta.

Sara Zavarise ha ritirato di persona il premio per il miglior documentario: "Siamo felici di questo riconoscimento, in questa bellissima città, nella prima edizione di un festival che non può che crescere ed affermarsi a livello nazionale. Assieme ad  Alexandra D'Onofrio ci siamo innamorate della storia di Roberto Papetti, che è un artista, un artigiano, un poeta, uno sperimentatore di equilibri e, insieme ad Alexandra D'Onofrio, abbiamo seguito sia lui nel suo lavoro in bottega, a costruire giocattoli a partire da materiali di riciclo, sia in un viaggio a contatto con bambini da Nord a Sud Italia. Il messaggio per gli adulti è di mantenere vivo il bambino e la bambina che è dentro di noi, soprattutto in questi tempi di grandi conflitti: c'è bisogno veramente di ricordarci quanto sia importante pensare che viviamo in un ambiente in cui sono importanti la comunità, lo scambio, il rispetto reciproco e quello per l'ambiente".

L’evento è stato promosso e reso possibile grazie alla sinergia di importanti realtà del territorio e dell'audiovisivo, tra cui Spazio Indipendenza, SimonFilm, L'Aquila Young, in collaborazione con il Gold Partner LGF Srl e il media partner Abruzzo Web.

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LE TRE OPERE VINCITRICI DEL PREMIO DELLA GIURIA

Categoria Lungometraggi

Le valutazioni della sezione Lungometraggi sono state guidate dalla critica cinematografica Mariangela Sansone, affiancata da Anna Collabolletta, Stefano D’Amadio e Gianlorenzo Franzì. La giuria ha decretato come Miglior Lungometraggio l'opera On Our Own, diretta dal regista rumeno Tudor Cristian Jurgiu.

“Con estrema delicatezza, sapendosi sempre posizionare alla giusta distanza, ma senza scadere nella retorica e ancor meno nel voyeurismo, Tudor Cristian Jurgiu racconta la dolorosa storia dei suoi giovani protagonisti, il farsi e disfarsi della famiglia, intesa come luogo di sentimenti e al contempo luogo della loro assenza. Una narrazione leggiadra e ricca di poetica che Jurgiu tratta con sguardo partecipe e stile disadorno, mai asettico, ma sempre con sensibilità e tenerezza.” [Mariangela Sansone]

Trama: Flavia, un'adolescente acuta e indipendente, vive da sola in una piccola cittadina rumena dopo che i genitori sono partiti per lavorare in Italia. Costretta a diventare adulta a soli quattordici anni, ha imparato a sopravvivere grazie al sarcasmo e al distacco emotivo. Quando scopre che i genitori stanno per divorziare, il fragile equilibrio che si è costruita inizia a incrinarsi. Trova conforto nell'amicizia con Luca, che vive una situazione familiare simile e che lei aiuta spesso a prendersi cura della sorella minore, Tina. Una sera, Tina porta a casa due fratelli in fuga, Lia (12 anni) e Dudu (9 anni). Luca accetta di ospitarli e la casa si trasforma, per breve tempo, in una famiglia improvvisata e accogliente. Per la prima volta, Flavia si concede di dare spazio al suo istinto materno, trovando un senso e un senso di appartenenza nel prendersi cura dei bambini. Questa fragile armonia non dura a lungo. Lia rifiuta istintivamente il progetto di "famiglia surrogata" di Flavia e respinge i suoi tentativi di avvicinarsi a lei e al fratello. Quando Lia rivela che lei e il fratello hanno intenzione di ripartire e fuggire dalla città, Flavia vorrebbe fermarli d'impulso. Ma quando i bambini alla fine se ne vanno per conto proprio, la sua famiglia surrogata crolla, mettendo Flavia di fronte ai limiti dolorosi del suo desiderio e all'assenza irrisolta che caratterizza la sua generazione.

Note sul regista: nato a Mediaș, in Romania, nel 1984, Tudor Cristian Jurgiu ha studiato regia cinematografica presso la National University of Drama and Film di Bucarest, dove ha successivamente conseguito un master e un dottorato e dove oggi insegna sceneggiatura e regia. I suoi cortometraggi sono stati selezionati e premiati nei principali festival internazionali, tra cui Cannes, Leeds IFF e Zagabria. Il suo esordio al lungometraggio, The Japanese Dog, è stato presentato in anteprima nella sezione New Directors al Festival di San Sebastián e ha successivamente vinto il premio come Miglior Film ai festival di Vilnius e Varsavia (Warsaw IFF). Il suo secondo lungometraggio, And They May Still Be Alive Today, è stato presentato nel 2020.

Categoria Documentari

La giuria della sezione Documentari, affidata all'esperto di comunicazione Riccardo Barbieri, ha premiato come Miglior Documentario l'opera La vita segreta dei giocattoli (The secret life of toys), diretta dalle registe Sara Zavarise e Alexandra D'Onofrio.

"Per la straordinaria sensibilità con cui la regia ha saputo accostarsi alla materia narrata, cogliendo con occhio garbato, discreto ed empatico i dialoghi profondi tra il protagonista e i ragazzi, traducendoli in un linguaggio cinematografico delizioso e di rara eleganza. Il film si distingue per una maestria tecnica capace di rendere la camera del tutto invisibile: la strumentazione scompare per far spazio alla pura autenticità delle relazioni, permettendo allo spettatore di muoversi all'interno della storia senza alcun filtro. Grazie a un ritmo narrativo impeccabile e a una confezione d'autore di alto livello, l'opera cattura l'attenzione dal primo all'ultimo minuto, mantenendo costantemente viva la curiosità verso le azioni e il destino dei suoi protagonisti." [Riccardo Barbieri]

Trama: uno dei più grandi artisti del giocattolo, Roberto Papetti, intraprende un viaggio a contatto con i bambini, dal nord al sud d’Italia, per affrontare temi urgenti come l’ecologia e la pace attraverso le sue opere e la sua pedagogia ludica. Il lavoro solitario in studio, l’allestimento di una retrospettiva dedicata all’artista e la riflessione sulla fragilità del territorio ravennate, nel ricordo dell’alluvione, si intrecciano con un’attività artigianale ancora capace di trasmettere il fascino dei sogni da plasmare con le proprie mani.

Note sulle registe: Sara Zavarise è una regista e montatrice cinematografica specializzata in film indipendenti e documentari d'autore, con un focus su diritti umani, migrazioni e sviluppo comunitario. Socia fondatrice di ZaLab (www.zalab.org), società di produzione e distribuzione di documentari d'autore. Nata a Verona nel 1979, si è laureata in Design della Comunicazione al Politecnico di Milano e ha completato il programma europeo Media EsoDOC 2008.

Alexandra D’Onofrio è un'antropologa visuale e regista. Il suo lavoro impiega il cinema documentario collaborativo, l'animazione, il teatro e lo storytelling come metodi partecipativi di ricerca sul tema delle migrazioni. Parallelamente all'attività di ricerca, insegna in diversi corsi di laurea magistrale internazionali e sviluppa progetti a carattere comunitario che creano spazi di incontro e narrazione condivisa, ispirandosi ai principi dell'educazione attiva e delle metodologie partecipative. Ha diretto la trilogia di corti documentari La Vita che non CIE (2012), It Was Tomorrow (2018) e co-diretto A Letter to Chinatown (2025), unendo ricerca sociale e documentario collaborativo.

Categoria Cortometraggi

La giuria della sezione Cortometraggi, composta da Francesca Laurenzi, Nicola Luigi Conti e Irina Frederica Tarvida, ha decretato come Miglior Cortometraggio la commedia brillante e irriverente Il mio amico Karl, firmata dal regista Nikola Brunelli.

“Il film si distingue per la capacità di raccontare con ironia e originalità il modo in cui l'infanzia esplora il mondo. Attraverso il rapporto surreale tra Lucia e il suo amico immaginario Karl Marx, il film costruisce una storia divertente e brillante, capace di restituire con leggerezza quella naturale tendenza dei bambini a immergersi profondamente in ogni idea nuova ai loro occhi, fino a trasformarla in un piccolo universo personale”. [Irina Frederika Tarvida]

Trama: in una scuola media, un gruppo di insegnanti esasperati convoca la madre della piccola Lucia nel tentativo di arginare il caos scatenato dalle idee ribelli e rivoluzionarie sostenute dalla bambina su suggerimento del suo improbabile amico immaginario: Karl Marx.

Note sul regista: diplomato in Teoria e Tecnica della Comunicazione Visiva e Multimediale all'Accademia di Belle Arti di Macerata, Nikola Brunelli è fondatore e regista del gruppo comico Ware en Valse con il quale raggiunge milioni di visualizzazioni e collaborazioni nazionali (Universal, Pringles, Lovoo,...). Regista e sceneggiatore di cortometraggi, nel 2018 partecipa al 48h film project con Quando sarò grande conquistando il premio di miglior sceneggiatura ed andando in nomination alla miglior regia e miglior film. Intanto dirige spot tv per reti nazionali (Mediaset, Sky e La7) e scrive una serie dal titolo Amadon tra i tre progetti vincitori del premio Solinas - experimenta serie 2023. Nel 2023 gira anche Superbi che si aggiudica tra gli altri il premio alla miglior sceneggiatura a Cortinametraggio 2025, il premio del pubblico e miglior sceneggiatura al roma creative contest 2024 e una menzione speciale a visioni italiane 2024 oltre ad entrare nella terna finalista al globo d'oro 2025.

● Sito web: www.ciaq.it