Attualità

Giovani senza direzione o adulti incapaci di orientarli?

Amministratore26 agosto 2026 alle 12:53

Sono davvero i giovani a non avere una direzione? O siamo noi adulti a non essere più capaci di accompagnarli nelle loro scelte?

È una domanda provocatoria, ma necessaria, in un momento storico nel quale il disagio giovanile si intreccia sempre più con la difficoltà di immaginare e costruire il proprio futuro.

Il mercato del lavoro cambia rapidamente, le professioni si trasformano, le competenze richieste evolvono e i percorsi professionali diventano meno lineari. In questo scenario, chiedere a un giovane semplicemente di "scegliere" può non essere sufficiente.

Occorre prima di tutto aiutarlo a orientarsi.

«Il problema non è soltanto che i giovani non sappiano cosa fare – spiega Cristian Flaiani –. Dobbiamo chiederci se stiamo offrendo loro sufficienti occasioni per conoscere se stessi, comprendere il mondo che cambia e costruire una progettualità possibile».

Il disagio non nasce soltanto dentro le persone

Parlare di disagio giovanile significa spesso concentrarsi sulle fragilità individuali. Ma esiste soprattutto una dimensione sociale, educativa e professionale del problema. La difficoltà di scegliere una scuola, un'università o un percorso professionale può diventare particolarmente pesante quando il futuro appare incerto e il rapporto tra formazione e lavoro sembra difficile da leggere. In questo contesto l'orientamento non dovrebbe arrivare soltanto nel momento della scelta.

Dovrebbe diventare una cultura di base, una competenza che accompagna le persone nel corso della vita. «Orientare non significa dire a una persona cosa deve fare – sottolinea Flaiani –. Significa aiutarla a sviluppare consapevolezza, capacità di scelta e progettualità. La vera sfida è rendere le persone protagoniste delle proprie decisioni».

Orientamento e counseling: due mondi da integrare

È proprio da questa idea che nasce il gruppo gratuito di informazione, sensibilizzazione e divulgazione dedicato alla cultura dell'orientamento e del counseling. L'iniziativa punta in particolare a promuovere l'integrazione pedagogica e metodologica tra orientamento e counseling finalizzata ad una maggiore efficacia dei percorsi

Due prospettive che, quando dialogano in modo competente, possono contribuire a rendere più efficaci i servizi rivolti alle persone. L'orientamento permette di lavorare sulla relazione tra persona e contesto, sulle possibilità, sulle competenze e sulle direzioni progettuali. Il counseling può sostenere i processi di consapevolezza, di elaborazione e di cambiamento.

L'integrazione dei due approcci consente quindi di guardare alla persona non soltanto in relazione alla scelta che deve compiere, ma al processo attraverso il quale arriva a scegliere.

«Abbiamo bisogno di superare la logica della risposta pronta – afferma Flaiani –. Una persona non ha bisogno semplicemente di qualcuno che le dica quale strada prendere. Ha bisogno di sviluppare gli strumenti per comprendere quale strada abbia senso per lei».

Una scelta consapevole migliora anche la formazione

La proposta non riguarda soltanto i giovani. Il gruppo gratuito rappresenta infatti anche un'opportunità per tutte le persone interessate ai percorsi formativi e, in particolare, per chi sta valutando una formazione nell'ambito dell'orientamento e del counseling. Arrivare a un corso dopo aver ricevuto informazioni corrette e dopo aver avuto la possibilità di riflettere sulle proprie motivazioni significa aumentare la qualità della scelta. E una scelta più consapevole può avere conseguenze positive sull'intero percorso formativo.

«Per noi una persona ben orientata, consapevole e motivata rappresenta una grande garanzia di qualità del corso – spiega Flaiani –. Se le persone arrivano in formazione sapendo perché hanno scelto quel percorso, aumenta la qualità didattica, migliora il clima relazionale e possono esplodere anche i risultati di apprendimento». La qualità della formazione, dunque, non dipende esclusivamente dai contenuti, dai docenti e dagli strumenti didattici. Dipende anche dalle persone che compongono il gruppo, dalla loro motivazione e dalla consapevolezza con cui entrano nel percorso.

Dalla formazione alla costruzione del futuro

Il tema centrale diventa quindi quello della progettualità. In una società nella quale le transizioni professionali sono sempre più frequenti, orientarsi non può essere considerata una competenza utile soltanto ai giovani. È una competenza per tutta la vita.

Cambiare lavoro, rientrare nella formazione, affrontare una transizione professionale, riconoscere nuove competenze o reinventare il proprio percorso richiede capacità di lettura di sé e del contesto.

Per questo la cultura dell'orientamento può diventare uno degli strumenti attraverso cui affrontare anche le trasformazioni del mercato del lavoro. «Abbiamo bisogno di una nuova idea di orientamento – conclude Flaiani –. Non un servizio al quale rivolgersi soltanto quando non sappiamo cosa fare, ma una cultura che aiuti le persone a conoscersi, scegliere, progettare e affrontare il cambiamento».

Un gruppo gratuito aperto a chi vuole capire e scegliere meglio

Il gruppo nasce con una finalità di sensibilizzazione e divulgazione: parlare di orientamento, counseling, formazione, progettualità e benessere, offrendo uno spazio gratuito nel quale acquisire informazioni e strumenti per compiere scelte più consapevoli. Per chi sta valutando un percorso formativo rappresenta inoltre un'occasione per conoscere meglio il mondo dell'orientamento e del counseling prima di intraprendere una scelta.

Perché forse la domanda da cui partire non è: «Che lavoro vuoi fare?»

Ma una domanda ancora più importante: «Come possiamo aiutarti a diventare capace di scegliere il tuo futuro?»

Per entrare nel gruppo

Chi è interessato può entrare gratuitamente nel gruppo contattando direttamente Cristian Flaiani al 333 573 7917.