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IL PRESIDENTE ACQUAROLI AL MEETING DI RIMINI

“LA RICOSTRUZIONE È L'OCCASIONE PER RESTITUIRE SICUREZZA, FIDUCIA, CONSAPEVOLEZZA E FUTURO ALLE COMUNITÀ COLPITE”

Editor26 agosto 2026 alle 17:22

Dall’emergenza alla ricostruzione, dalla ricostruzione alla rinascita delle comunità. Questo il focus del confronto oggi al Meeting di Rimini a cui è intervenuto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, insieme al ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, al commissario straordinario per la ricostruzione del sisma 2016 Guido Castelli e all’amministratore delegato dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale Antonella Baldino.

A dieci anni dal terremoto che ha colpito il Centro Italia, Acquaroli ha posto l’accento sulla necessità di andare oltre la ricostruzione materiale, interrogandosi su che cosa debba significare davvero ricostruire un territorio colpito dal sisma.

“Certamente - ha sottolineato il presidente, richiamando la situazione dei territori più duramente colpiti, rispondendo alle domande del moderatore - non basterà il completamento dei cantieri per ritrovare la normalità. Dobbiamo considerare terminata la ricostruzione quando quelle comunità avranno ritrovato la normalità economica, la normalità sociale e anche la capacità di poter elaborare quello che sarà il loro futuro”.

Per il Presidente Acquaroli, infatti, il terremoto ha colpito territori che già prima del sisma affrontavano lo spopolamento e la carenza di infrastrutture strategiche. La ricostruzione deve quindi diventare anche l’occasione per restituire fiducia e consapevolezza alle comunità, facendo riscoprire il valore di un patrimonio che per troppo tempo è stato considerato quasi scontato: la bellezza del paesaggio, la gastronomia, l’artigianato, la cultura, la spiritualità e soprattutto i borghi, luoghi nei quali per secoli si è sviluppata la vita delle comunità.

“Questi territori hanno una forza enorme, ma spesso non ne sono consapevoli. La vera sfida è far comprendere la loro importanza, la loro bellezza e la loro forza”, ha spiegato Acquaroli, evidenziando il ruolo della Regione come istituzione chiamata non soltanto a coordinare e interpretare i processi, ma anche a “ricercare quello che può essere il futuro di questi territori”.

Da qui la scelta di investire, anche attraverso la programmazione europea, sulla valorizzazione dei borghi e della loro autenticità. Un elemento che, secondo il presidente, può diventare una leva decisiva nell’epoca della globalizzazione: “Se diventiamo tutti uguali, non c’è un motivo per raggiungere un luogo che è identico a un altro. Un territorio diventa attrattivo se riesce a puntare sull’autenticità”.

Una strategia che non riguarda soltanto il turismo. L’obiettivo è creare le condizioni per trattenere i giovani, sostenere l’imprenditorialità e generare nuove opportunità nel campo della gastronomia, dell’artigianato e dell’innovazione, valorizzando anche la qualità della vita che questi territori possono offrire.

“C’è un mondo da scoprire e qualcosa di enorme che va condiviso - ha detto il presidente - perché la forza delle comunità e l’autenticità dei luoghi possano diventare elementi di attrazione e sviluppo”.

Il presidente ha quindi richiamato il valore della ricostruzione materiale avviata nel cratere, ringraziando il commissario Guido Castelli e il Governo Meloni per il lavoro svolto e per aver messo le istituzioni nelle condizioni di perseguire gli obiettivi delle comunità e dei sindaci, e ribadendo che la volontà politica e istituzionale di perseguire questo obiettivo è stata decisiva per accompagnare il percorso.

“Quando noi troveremo la possibilità di parlare del futuro – ha insistito Acquaroli - mettendo completamente alle spalle tutto quello che è stata la dinamica dovuta al sisma, potremo dire di aver ritrovato la normalità”.

Infine, l’importanza dei giovani: “Rappresentano una delle ragioni per cui la ricostruzione non può fermarsi alla dimensione edilizia. Ci sono giovani che se ne sono andati, ma attenzione: ci sono giovani che nel sisma, nella difficoltà, nell’emergenza si sono innamorati di questi territori e lì hanno deciso di investire”.

Da qui la prospettiva indicata dalla Regione: “Il ruolo delle istituzioni è questo: cercare di essere vicino all’emergenza, ma progettare il futuro, la normalità, la competitività e la capacità di recuperare quell’orgoglio di essere marchigiani, di vivere nell’Appennino e di poter tramandare alle generazioni future questo patrimonio”.