Francesco Ameli (PD): «Dazi USA sul vino, colpo pesante al Piceno. La politica nazionale e regionale non resti in silenzio»

«La decisione di imporre dazi del 15% sul vino italiano da parte degli Stati Uniti rappresenta un colpo durissimo per il comparto vitivinicolo del nostro territorio, che da anni è uno degli assi portanti dell'economia regionale e picena, in particolare nella Vallata del Tronto».
Lo dichiara Francesco Ameli, segretario provinciale del Partito Democratico, esprimendo forte preoccupazione per le ricadute economiche e occupazionali delle nuove misure commerciali imposte dagli USA. «Non possiamo ignorare che molte aziende vitivinicole picene basano una parte significativa del proprio export sul mercato statunitense – continua Ameli –. Solo nel 2024 le Marche hanno esportato verso gli USA prodotti per 50 milioni di euro, di cui 11 milioni provenienti dal settore vitivinicolo. Nel nostro territorio, e in particolare nel piceno, questa filiera non solo rappresenta un presidio culturale e agricolo, ma garantisce occupazione a centinaia di famiglie. È un comparto strategico, che meriterebbe maggiore attenzione e tutela da parte delle istituzioni regionali e nazionali». Secondo Ameli, l’accordo raggiunto tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen non basta a rassicurare le imprese: «Una tariffa al 15% è certamente più bassa rispetto alle minacce iniziali, ma resta comunque un ostacolo pesantissimo che rischia di tagliare fuori i nostri prodotti da uno dei mercati più importanti. Le nostre aziende si trovano a competere in condizioni di svantaggio rispetto a Paesi con regole meno stringenti. E mentre tutto questo accade, il silenzio della politica nazionale e regionale è assordante». «Non è più accettabile – aggiunge – che comparti fondamentali per l’economia locale vengano trattati con superficialità. Serve subito una presa di posizione forte del Governo italiano in sede europea affinché il vino venga incluso nella lista dei prodotti a dazio zero. Allo stesso tempo, vanno attivate misure compensative per le imprese penalizzate e una nuova stagione di promozione delle nostre eccellenze sui mercati internazionali. Le aziende picene non possono essere lasciate sole di fronte a decisioni che rischiano di compromettere anni di lavoro, investimenti e sviluppo». «Il comparto vitivinicolo – conclude Ameli – non è una nicchia, ma un asset strategico per il futuro del Piceno. Se oggi non si interviene con serietà, a rischio non è solo un settore produttivo, ma un pezzo importante della nostra identità economica e sociale».
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