Folignano - Distributore di carburante chiuso da anni, in paese scoppia la polemica

A Folignano il distributore di benzina non c’è più da anni, ma la sua assenza torna al centro del confronto politico. A riportare il tema all’attenzione è la Lega, che attraverso Giorgio Capriotti contesta le scelte compiute dall’amministrazione comunale nel corso degli ultimi anni e indica nei distributori comunali di altri territori un’occasione che Folignano, secondo il partito, avrebbe perso. Il riferimento è soprattutto a realtà come Force, Ripatransone, Castignano e Valle Castellana, dove i Comuni hanno scelto di mantenere o assicurare la presenza di un impianto di carburante. Esperienze diverse, ma accomunate dalla volontà di non lasciare il territorio privo di un servizio considerato importante, soprattutto per residenti e attività economiche. Secondo Capriotti, a Folignano la possibilità di intervenire ci sarebbe stata in passato, quando lo storico distributore era ancora rilevabile. “L’amministrazione avrebbe potuto rilevare il distributore per una cifra irrisoria, prendendolo in gestione comunale”, sostiene l’esponente della Lega, indicando questa come una scelta che oggi avrebbe potuto consentire al Comune di offrire carburante a prezzi più contenuti. Una possibilità che, alla luce della situazione attuale, viene però considerata difficilmente replicabile. “Con le casse comunali ridotte all’osso e un periodo storico caratterizzato dalla totale incertezza sul futuro dei carburanti nei prossimi 10 anni, è praticamente impensabile che il Comune di Folignano possa fare un investimento per realizzare e gestire un proprio impianto”, afferma Capriotti. Per la Lega, l’amministrazione avrebbe avuto l’opportunità di trasformare un’attività privata in un servizio pubblico, con possibili ricadute anche sul costo dei rifornimenti per le famiglie. Capriotti richiama proprio i Comuni che hanno intrapreso questa strada, sottolineando come non si tratti di una questione riconducibile agli schieramenti. “Non stiamo parlando di tutti Comuni amministrati dalla destra, anzi”, precisa. E conclude: “Il colore politico non conta: quel che conta davvero sono la visione e le competenze di chi amministra”.
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