ELECTROLUX, ACQUAROLI ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DI CERRETO D'ESI: "L’AZIENDA RITIRI IL PIANO E CANCELLI LA CHIUSURA DELLO STABILIMENTO"
“Chiedo ancora una volta all'azienda di ritirare il piano industriale, cancellare la chiusura di questo stabilimento e procedere a un confronto"

È l'appello lanciato dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, intervenuto oggi a Cerreto d'Esi alla manifestazione nazionale organizzata a sostegno dei lavoratori Electrolux.
La mobilitazione si inserisce nell'ambito della vertenza aperta sul piano industriale del gruppo, che ha confermato 1.450 esuberi a livello nazionale e prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi, con circa 170 lavoratori coinvolti. Una prospettiva che continua a destare forte preoccupazione per le conseguenze occupazionali, economiche e sociali sul territorio.
Accanto ai lavoratori del sito marchigiano erano presenti delegazioni provenienti dagli altri stabilimenti italiani del gruppo: Porcia (Pordenone), Susegana (Treviso), Solaro (Milano) e Forlì.
"Rivolgo il mio pensiero a tutti i lavoratori e a tutti coloro che hanno raggiunto Cerreto per questa manifestazione dal significato molto importante. Siamo qui a difendere i territori, il lavoro e la dignità di chi oggi vede messo a rischio il proprio percorso di vita e professionale. Fin dall'inizio di questa crisi abbiamo chiesto il ritiro del piano industriale, la salvaguardia dello stabilimento e una ridiscussione collettiva sulle prospettive dell'azienda e del settore dell'elettrodomestico in Italia e in Europa. C’è la disponibilità di tutti, della nostra Regione, delle altre Regioni e del Governo nazionale a lavorare per ridiscutere, anche in sede europea, i paradigmi attuali per poterli cambiare. Agli organi dell'Unione Europea chiediamo infatti un intervento concreto per rivedere le regole, le tutele del settore e i parametri di competitività, in modo da difendere la produzione industriale della nostra Nazione. Ci si aspettava un atteggiamento diverso da parte dell'azienda, un'apertura al confronto anche dopo le interlocuzioni avute e non la conferma della chiusura del sito di Cerreto e degli esuberi. Purtroppo questo non è avvenuto. Ringraziando tutte le sigle sindacali, il sindaco di Cerreto, gli altri primi cittadini e le autorità presenti, chiedo per l'ennesima volta alla proprietà di fermarsi perché non accettiamo che una riorganizzazione aziendale si traduca nella cancellazione di un sito così importante e di una storia industriale lunga decenni. Davanti allo sforzo messo in campo da tutte le istituzioni, proseguire senza ascoltare le esigenze, le necessità e la dignità dei lavoratori e dei territori rappresenta un vero e proprio schiaffo".
A margine il presidente, rispondendo ai giornalisti, ha aggiunto: "Siamo di fronte a una riproposizione inaccettabile del piano industriale, senza che vi sia stata finora la disponibilità dell'azienda a rimettere in discussione le proprie scelte, nonostante l'apertura imminente di un tavolo europeo che potrebbe portare a una svolta epocale per il settore. Vedere lo sconforto sui volti degli operai fa grande dispiacere: a fronte della dignità di chi ha sempre fatto il proprio dovere, le imprese dovrebbero mostrare maggiore responsabilità sociale. Restiamo fortemente preoccupati ma determinati, uniti e coesi nel difendere la nostra storia industriale e il futuro produttivo della nostra comunità".
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