Dragan Stankovic nel nuovo progetto della Yuasa Battery
Dopo 17 stagioni in massima serie con oltre 530 incontri disputati, il centrale esordirà in A2 con il chiaro intento di rendere Grottazzolina ancora più competitiva

Ci sono conferme che fanno rumore più degli acquisti, perché raccontano una scelta. E perché dentro quella scelta c’è spesso molto più di un contratto firmato. La conferma di Dragan Stankovic alla Yuasa Battery Grottazzolina per la stagione di Serie A2 appartiene esattamente a questa categoria. “Fa quasi effetto scriverlo – affermano dalla società grottese via social ufficiali -: Dragan Stankovic giocherà in Serie A2. Uno dei centrali più vincenti e riconoscibili della pallavolo mondiale, un atleta che per diciassette stagioni consecutive ha calcato i campi della SuperLega, sedici delle quali vissute nelle grandi corazzate del volley italiano, ha scelto di continuare il proprio percorso ripartendo da Grottazzolina e, per la prima volta nella sua carriera, dalla serie cadetta”. Una decisione che potrebbe sorprendere chi guarda soltanto il curriculum. Molto meno chi conosce il personaggio. Perché il percorso di Stankovic non è mai stato guidato soltanto dal prestigio della categoria. Dietro ci sono sempre stati il desiderio di competere, la cultura del lavoro e quella fame che distingue i grandi giocatori dai grandi campioni. Ed è proprio questo il concetto che emerge con forza dalle sue parole: “Non mi dà nessuna noia giocare in A2, onestamente, perché prima di tutto mi piace giocare a pallavolo. Mi importa competere, giocare, allenarmi. In questo momento ho ancora tanta voglia di svegliarmi presto per andare a fare allenamento, giocare, sudare, soffrire perché mi piace la pallavolo e mi piace competere”. Una dichiarazione che racconta molto più di qualsiasi albo d’oro, perché quando un atleta che ha vinto, giocato e vissuto ad altissimi livelli continua a trovare motivazione nelle cose più semplici – il lavoro quotidiano, la fatica, il migliorarsi – allora si comprende davvero cosa significhi essere un campione. La stagione appena conclusa non ha lasciato soltanto delusione, ha lasciato anche in lui un senso di incompiuto: “Mi sento ancora in grado di giocare a un buon livello. La stagione scorsa non è andata come speravamo tutti, quindi è rimasto qualcosa in sospeso e, visto che c’era la possibilità e l’occasione di rifarmi, ho accettato la proposta”. Eh già, perché quando ad un campione mai retrocesso in carriera dai fiducia, ma la stagione per tutta una serie di ragioni finisce male, i campioni veri rispondono rilanciando il dado e rimettendosi in gioco. Ed è forse qui il cuore di questa scelta. Perché restare dopo una stagione difficile, quando il percorso si complica e il risultato non arriva, non è mai scontato. Farlo quando il tuo nome potrebbe aprirti altre strade lo è ancora meno. La Yuasa Battery riparte dalla Serie A2 con un progetto profondamente rinnovato ma con ambizioni dichiarate. E Stankovic sa bene che il contesto è cambiato rispetto al passato: “La A2 ogni anno alza il livello. È un campionato molto combattuto: tanti giovani cercano spazio per andare in A1, tanti giocatori con esperienza in Superlega scendono di categoria, come me. È un torneo sempre più tosto”. Ed è proprio per questo che Grottazzolina non potrà permettersi scorciatoie. “Sicuramente saremo visti come una delle protagoniste e una delle squadre che vorranno lottare per il vertice. La società stessa vorrebbe tornare presto in massima serie, ma dobbiamo partire con i piedi ben piantati a terra. Pensare solo a noi stessi, è fondamentale soprattutto quando tutti ti vedono come favorito”. Parole che restituiscono perfettamente l’identità di un leader silenzioso. Nessuna promessa, nessun proclama, solo lavoro. Perché nel nuovo gruppo che sta prendendo forma il ruolo di Stankovic andrà inevitabilmente oltre il campo: esperienza, abitudine a vincere, gestione dei momenti difficili, sono qualità che non si leggono nelle statistiche ma che spesso fanno la differenza nei campionati lunghi. E se la stagione iniziasse oggi, il messaggio ai compagni sarebbe chiaro: “Occorrerà sfruttare la prima parte della preparazione nel miglior modo possibile, lavorare duro e spingere tanto perché il campionato è lungo: tante partite, tante trasferte, tante gare combattute. Ci vorrà una preparazione fisica importante durante tutto l’anno”. Ma, soprattutto, servirà una qualità da parte di tutti, dentro e fuori dal campo: “La cosa importante sarà avere tanta pazienza in qualsiasi momento. Ci possono essere periodi belli e momenti bui, ma il gruppo deve reggere e avere la propria identità. Consapevoli dei propri mezzi, ma piedi a terra prima di tutto”.
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