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Dimissioni al vetriolo del presidente del consiglio di Fermo

08 luglio 2025 alle 20:57
Dimissioni al vetriolo del presidente del consiglio di Fermo

Sono mesi che il gruppo consiliare "La città che vogliamo" ha abbandonato la maggioranza, non perdendo occasione di lanciare strali contro l'amministrazione guidata dal sindaco Paolo Calcinaro.

E oggi pomeriggio, in apertura del Consiglio comunale di Fermo, l'atto finale: il presidente del consiglio Francesco Trasatti, appartenente proprio al gruppo "La città che vogliamo" ha rassegnato le dimissioni senza risparmiare critiche al primo cittadino. Dunque lo strappo tra i due amministratori è ormai consumato. E proprio Calcinaro e Trasatti "rischiano" di ritrovarsi l'uno contro l'altro in occasione delle prossime elezioni regionali. Il primo è ormai a un passo dall'annunciare la sua candidatura in una lista in appoggio al presidente Francesco Acquaroli, l'altro in una del candidato governatore Matteo Ricci. Ma la "città che vogliamo", lista a forte matrice di centrosinistra, da mesi è in rottura piena con la maggioranza essendo passata ufficialmente all'opposizione. "Rassegno le mie dimissioni con effetto immediato. Non mi sfugge che, nella logica del vittimismo e del linciaggio sui social senza freni che il sindaco ha oramai abbracciato, questo - lo sfogo di Trasatti - può essere un argomento usato per acchiappare quei like in più dal popolo dei fan a prescindere". Per Trasatti è tramontato il progetto che una decade fa lo ha visto accettare di stare al fianco del sindaco: "abbiamo assistito a consiglieri che fanno del provocare, dell'offendere fino al richiedere il numero legale verso i loro stessi alleati (il riferimento è alla mozione sulla interruzione volontaria di gravidanza, saltata nell'ultima assise e passata questa sera), il loro principale contributo politico. Lo scontro nella maggioranza, con tanto di verifica del numero legale richiesta da chi dovrebbe sostenerla, è un fatto senza precedenti. Peraltro avvenuto sulla pelle di una mozione delicata a prescindere da diverse e legittime posizioni. Capisco che sparare sui social sia diventato lo stupefacente di cui non si può fare a meno e con cui aizzare online i follower a turno ma già alle elezioni provinciali le nostre strade si sono divise perché non abbiamo accettato decisioni preconfezionate con la tua candidatura a destra. Tenetevi l'indennità". "Mi risulta che ti candiderai a sostegno di Francesco Acquaroli. - il passaggio sulla candidatura di Calcinaro alle Regionali - Mi fa sorridere che ancora, in modo un po' ridicolo, ci si autoproclami come 'civico' come se fosse una categoria a sé quando si sa che in Regione o si condivide un progetto di qua o di là. Non rinnego nulla di quanto fatto in questi anni. Probabilmente lasciamo una grande nave da crociera per una piccola barca a vela. Chissà: il Titanic insegna. Continueremo a fare i consiglieri comunali con lo stesso spirito di servizio civile con cui abbiamo cominciato, quando il civismo non si era trasformato in cinismo".