Choc settico, 70enne per 48 ore in barella al pronto soccorso
La denuncia da Civitanova: "ormai sistema sanitario al collasso"

Una donna di oltre settant'anni sarebbe rimasta per più di 48 ore, in preda a uno shock settico, su una barella prima di trovare un posto letto in ospedale.
È la denuncia rilanciata dall'associazione culturale e politica Aurora, che la cita come un caso emblematico delle difficoltà della sanità marchigiana.
La vicenda sarebbe avvenuta all'ospedale di Civitanova Marche tra il 19 e il 21 maggio.
La donna, residente nel Civitanovese, era stata soccorsa martedì mattina dopo una caduta in casa. Secondo il racconto fornito dall'associazione, al momento dell'arrivo in pronto soccorso la paziente appariva confusa, debilitata e con difficoltà a parlare. Al triage, intorno alle 11.30, le sarebbero stati riscontrati valori pressori molto bassi e uno stato di forte sonnolenza che durava da giorni.
Nonostante il quadro clinico giudicato preoccupante dai familiari, la donna sarebbe rimasta in barella per circa dieci ore prima di essere sottoposta ad accertamenti approfonditi.
Solo in serata sarebbero arrivati Tac ed esami del sangue, che avrebbero evidenziato uno shock settico e la necessità di un ricovero urgente. Il problema, però, sarebbe stato l'assenza di posti letto disponibili non solo a Civitanova, ma anche in altre strutture ospedaliere regionali. La paziente sarebbe quindi rimasta nel pronto soccorso fino giovedì pomeriggio, in attesa di trasferimento in un'altra struttura sanitaria della regione.
"Ora la situazione è rientrata - spiegano da Aurora - ma ci è voluto troppo tempo per arrivare a una diagnosi. Bisognerà capire anche quali conseguenze potranno derivare da questa attesa infinita". L'associazione sottolinea come il caso non rappresenti un episodio isolato, ma il sintomo di una crisi strutturale.
Il fenomeno del cosiddetto "boarding", cioè la permanenza prolungata dei pazienti nei pronto soccorso in attesa di ricovero, resta infatti una delle criticità più pesanti della sanità regionale. Secondo i dati citati dall'associazione, oltre la metà dei pazienti nelle Marche rimarrebbe in osservazione per più di 24 ore prima di essere trasferita in reparto.
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