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Bandiera Verde Agricoltura 2026, un riconoscimento per l’azienda marchigiana Luzi Gianluigi e Andrea

L'impresa tra le aziende agricole premiate da Cia-Agricoltori Italiani il 5 novembre nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio

Editor05 novembre 2026 alle 15:04

Un riconoscimento nazionale per l'agricoltura biologica marchigiana e per una filiera che unisce

coltivazione, trasformazione e valorizzazione delle produzioni del territorio. La Società Agricola Luzi

Gianluigi e Andrea S.S. di Sassoferrato, è stata una delle imprese agricole premiate alla XXIV edizione del

premio Bandiera Verde Agricoltura, promosso da Cia-Agricoltori Italiani. La cerimonia si è svolta giovedì 5

novembre 2026 nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, a Roma.

Specializzata nella coltivazione biologica di farro, altri cereali e legumi, l'azienda della famiglia Luzi ha

costruito un percorso che accompagna il prodotto dai campi alla trasformazione. La società agricola gestisce

la produzione, il mulino e gli impianti di lavorazione, mentre Luzi Srl cura la commercializzazione del

prodotto finito. Il mulino di San Lorenzo in Campo, in provincia di Pesaro e Urbino, rappresenta il cuore di

una filiera che coniuga tradizione agricola, macinazione a pietra e tecnologie per la selezione e il controllo

delle materie prime.

"Siamo nati trentuno anni fa – ha dichiarato dopo la premiazione Gianluigi Luzi, AD dell'azienda agricola

– dall'esigenza di rinnovare l'attività di famiglia. Con mio fratello siamo partiti dal parco macchine, per

sperimentare nuove coltivazioni. Producevamo soltanto grano duro: abbiamo introdotto il farro e ci siamo

progressivamente orientati verso il biologico. Oggi coltiviamo anche fave, piselli, ceci, lenticchie, miglio e

grano saraceno. Nel 2005, con un impianto molitorio a pietra, abbiamo avviato la produzione di farine, cui si

sono aggiunti i cereali perlati. La collaborazione con la Grande Distribuzione ci ha portato ad acquisire

certificazioni, mantenendo l'attenzione su prodotti salutistici, biologici e integrali: una scelta che ci ha

differenziato dalla grande industria. Questo percorso ha ottenuto riconoscimenti internazionali: nel 2011 la

nostra specialità integrale di farro e fave è stata premiata all'Anuga di Colonia come Migliore Innovazione

Prodotto e nel 2012 siamo stati scelti come fornitore ufficiale delle Olimpiadi di Londra. Nel 2013 abbiamo

presentato il primo prodotto shelf stable, conservabile a temperatura ambiente per oltre dodici mesi, una

novità accolta molto bene dal mercato. Siamo presenti in tutto il mondo, dalla Corea alla Nuova Zelanda,

negli Stati Uniti e in tutta Europa”.

Lorenzo Luzi, in azienda da due anni, si occupa di due progetti, uno dedicato alle mini gallette di farro e

l'altro al rinnovamento del packaging: “Il restyling riguarda l’intera gamma e accompagna l’inserimento di

nuovi prodotti. Le mini gallette sono un prodotto molto semplice e confidiamo che abbiano un mercato

ampio sia a livello nazionale che internazionale, lo stiamo testando con successo. Sono davvero orgoglioso di

questo premio che riconosce l’impegno di tante generazioni della mia famiglia”.

“Il riconoscimento alla famiglia Luzi premia la capacità di dare valore alle produzioni agricole

marchigiane attraverso una filiera che parte dai campi e arriva al prodotto finito – dichiara

Alessandro Taddei, presidente di Cia Marche –. Il loro percorso dimostra come la scelta del biologico

e gli investimenti nella trasformazione possano aprire nuovi mercati, mantenendo un forte legame con

il territorio. La presenza dei figli in azienda è un segnale di fiducia nel futuro dell’agricoltura. Come Cia

Marche siamo al fianco delle imprese che investono in questa direzione, creando opportunità di lavoro e

prospettive per le nuove generazioni”. “Questo premio ci rende orgogliosi anche perché certifica il

lavoro fatto – aggiunge il presidente Cia Ancona Franco Gianangeli – e la speranza, per noi e per i

nostri agricoltori, è che questo riconoscimento dia ancora più stimoli ed entusiasmo per proseguire la

nostra opera e portare avanti i nostri progetti”.

La premiazione a Montecitorio ha offerto una vetrina nazionale a un'esperienza marchigiana nella quale la

crescita dell'impresa si intreccia con il lavoro di altri produttori. Un percorso che parte dalla terra e

costruisce, attraverso la filiera, nuove opportunità per l'agricoltura e per le comunità che la custodiscono.