Assemblea pubblica del Comitato civico “3e36”, Castelli: “Al fianco dei cittadini, l’Appennino centrale vuole rialzarsi”

“Un momento importante di ascolto e partecipazione per dare spazio alle istanze dei cittadini che ogni giorno raccolgono insieme a noi la sfida della ricostruzione e del rilancio dell’Appennino centrale.
Il loro coraggio e la loro sofferenza sono la nostra principale motivazione per proseguire nell’impegno assunto due anni fa, impegno che può svolgersi solo grazie a una collaborazione costante e fattiva. Questi territori hanno pagato un prezzo altissimo in termini di dolore, spaesamento e sacrifici. Ed è proprio qui che stiamo concentrando risorse, sforzi ed energie, perché il diritto alla ricostruzione sia finalmente pienamente riconosciuto”. A dirlo il Commissario alla Riparazione e Ricostruzione Sisma 2016 Guido Castelli, che stamattina a Roma ha preso parte all’assemblea pubblica promossa dal Comitato civico “3e36”. Insieme a lui l’assessore regionale Manuela Rinaldi, il Questore della Camera Paolo Trancassini e i sindaci Giorgio Cortellesi (Amatrice), Mauro Tolomei (Accumoli), Michele Franchi (Arquata del Tronto) e Rosella Sensi (Visso). Durante l’incontro si è ribadito come la ricostruzione non riguardi solo edifici e infrastrutture, ma tocchi il futuro stesso delle comunità dell’Appennino: “Non è solo una questione di mattoni e calcestruzzo – ha aggiunto il Commissario Castelli –. La posta in gioco è molto più alta: garantire un futuro a comunità profondamente segnate ma ricche di identità e storia. Lo spopolamento è una battaglia che possiamo e dobbiamo vincere. Le case da ricostruire sono anche famiglie, storie, radici che meritano di ritrovare una quotidianità. L’Appennino vuole rialzarsi – ha concluso Castelli -. E noi ci siamo, con la gente e tra la gente, per affrontare insieme questa sfida”. “La ricostruzione – ha dichiarato il Questore della Camera Paolo Trancassini -, deve seguire tre direttrici fondamentali, adottando un approccio integrato. La prima è quella materiale, sulla quale è necessario imprimere un forte impegno, snellendo la burocrazia per accelerare i tempi. La seconda è quella della fiscalità di vantaggio a medio termine, strumento essenziale per contrastare lo spopolamento, sostenere il tessuto economico locale e rendere i territori più attrattivi per investimenti e nuove opportunità. Infine, la dimensione identitaria, imprescindibile per preservare il patrimonio culturale e sociale delle comunità, rafforzando il senso di appartenenza e la coesione territoriale”.
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