Ascoli Piceno - Violenza sulla zia anziana: ascolano sotto processo

E’ entrato nel vivo il processato che si celebra con rito abbreviato davanti al tribunale di Ascoli a carico di un ascolano di 65 anni accusato di aver violentato, una parente di 76 anni.
Difeso dagli avvocati Francesco Voltattorni e Gennaro Lettieri, l’uomo deve rispondere dell’accusa di violenza sessuale aggravata dalle condizioni di inferiorità fisica e psichica della vittima. L’anziana donna, assistita dall’avvocato Massimo Comini, lo ha denunciato e si è costituita parte civile. Il fatto sarebbe avvenuto il 5 luglio del 2022 quando l’uomo si è recato a casa della zia in un paese dell’hinterland. Secondo quanto ha denunciato la donna, il nipote improvvisamente l’avrebbe spinta su una poltrona presente nel soggiorno della casa e qui l’avrebbe spogliata, sfilandole i pantaloni, la maglia e la biancheria intima. Ha quindi cercato di consumare un rapporto sessuale sulla poltrona, ma non c’è riuscito. Non ha però desistito e, anzi, ha preso per un braccio l’anziana zia conducendola in camera e l’ha spinta con decisione sul letto. A questo punto avrebbe consumato il rapporto sessuale, incurante delle grida di dolore della zia, piangente. Secondo la Polizia Scientifica sulla donna sembrerebbe siano state rinvenute tracce di sangue compatibili con il Dna dell’imputato. Una circostanza controversa per cui la difesa del 65enne ascolano ha conferito incarico per la consulenza tecnica di parte al professor Emiliano Giardina, mentre la parte civile ha nominato la dottoressa Marina Baldi. La difesa ha subordinato la richiesta del rito alternativo proprio all’audizione del consulente, che è stato sentito nel corso dell’ultima udienza. Il professore di genetica medica dell’università di Torvergata a Roma ha concluso riferendo della presenza di Dna dell’imputato su alcuni reperti, copriletto, lenzuola, dove si sarebbe consumata la violenza sessuale. Non possibile stabilire con assoluta certezza se si tratti di sangue o materiale epidurale. Giardini ha anche aggiunto che il profilo autosomico sarebbe identificativo dell’imputato. All’esposizione dell’accertamento è stata ammessa anche la consulente della parte civile, dottoressa Marina Baldi, specialista in genetica medica. Il processo è stato quindi rinviato a settembre prossimo quando avrà luogo la discussione finale e il tribunale pronuncerà la sentenza.
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