Ascoli Piceno - Troppe tasse non pagate, il Comune dà la caccia agli evasori

Ad Ascoli parte la stretta sugli evasori. L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione comunale è semplice: se tutti pagano ciò che devono, nel tempo il peso dei tributi potrà ridursi per l’intera comunità.
Per questo l’Arengo ha deciso di cambiare passo e avviare una nuova fase nella lotta ai mancati pagamenti, una sorta di “riscossione 2.0” che punta a recuperare milioni di euro accumulati negli anni tra cittadini e imprese. I numeri spiegano bene la situazione. Secondo le stime contenute nei documenti di bilancio, i debiti legati a tributi non versati continuano a crescere con una media di circa 2,7 milioni di euro all’anno. In un triennio significa oltre 8 milioni di euro che mancano all’appello nelle casse comunali. Una cifra importante che ora l’amministrazione vuole recuperare avviando una vera e propria caccia agli evasori. La novità principale riguarda il metodo. Il Comune ha scelto di gestire direttamente la riscossione dei crediti, costruendo una struttura dedicata e dotandosi di strumenti tecnologici specifici. Prima della linea dura ci sarà però un passaggio intermedio: un contatto diretto con i contribuenti attraverso telefonate informative, una sorta di call center pensato per chiarire le posizioni e capire le ragioni dei mancati pagamenti. L’idea è quella di instaurare un rapporto più diretto con i cittadini, verificando se dietro al debito ci siano dimenticanze, difficoltà economiche o situazioni che possano essere risolte con un piano di rateizzazione. In questi casi il Comune è pronto a valutare soluzioni dilazionate per permettere a chi è in difficoltà di mettersi in regola senza aggravare ulteriormente la propria posizione. Diverso il discorso per chi invece ignora gli avvisi pur avendo la possibilità di pagare. In queste situazioni scatteranno le procedure coattive: decreti ingiuntivi, recupero forzato delle somme e tutte le azioni previste dalla normativa per recuperare i crediti dell’ente. Secondo le previsioni, il sistema sarà chiamato ad avviare circa 3.320 pratiche di riscossione ogni anno, per un totale che potrebbe superare le 10mila nel giro di tre anni. La prima fase della campagna di recupero si concentrerà soprattutto sui tributi locali, con particolare attenzione alla Tari, la tassa sui rifiuti, che registra percentuali di mancato pagamento più alte rispetto ad altri tributi come l’Imu. Nel bilancio 2026 il Comune ha già messo in conto, in via prudenziale, circa 2,76 milioni di euro di crediti potenzialmente difficili da recuperare su un totale di oltre 13,6 milioni di entrate tributarie previste tra Tari, Imu e recupero di vecchie imposte come Tares, Tarsu e Tasi. Proprio per ridurre questo divario ora l’Arengo ha deciso di stringere le maglie e passare all’azione. L’obiettivo è chiaro: stanare gli evasori e riportare equità nel sistema dei tributi locali.
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