Ascoli Piceno - "Troppe opere d'arte nel degrado", la polemica di "Italia Nostra"

La tutela, la salvaguardia, il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico, architettonico e culturale del territorio.
Sono gli obiettivi che vuole perseguire la sezione ascolana di ‘Italia Nostra’, attraverso una lettera inviata, tra gli altri, al sindaco Marco Fioravanti, all’assessore Marco Cardinelli e al soprintendente Giovanni Issini. Un vero e proprio dossier, quello firmato dal presidente dell’associazione Gaetano Rinaldi, con otto richieste di intervento. “Il nostro unico desiderio – spiega Rinaldi – è salvare l’anima profonda della storia locale e le sue memorie, nonché di valorizzare il suo incomparabile patrimonio. Ci riferiamo a interventi che non avrebbero richiesto un impegno di lungo periodo, in quanto immediatamente realizzabili”. L’associazione, nella lettera, parla metaforicamente di ‘Cahiers de doléances’, conosciuti in italiano come quaderni delle lamentele o di doglianza: erano dei registri nei quali le assemblee incaricate di eleggere i deputati agli Stati generali, convocati in via d'urgenza nel 1789 da Luigi XVI, annotavano critiche e lamentele della popolazione. Tra le doglianze evidenziate da Rinaldi, ad esempio, c’è l’affresco dell’artista fiammingo Francesco De Legnis, che copre l’intera calotta dell’abside della Chiesa del Carmine e che starebbe letteralmente scomparendo per le probabili infiltrazioni d’acqua dal tetto sconnesso. “Analoga la situazione per gli affreschi ancora presenti nel chiostro del Convento dei Carmelitani ed ora indicato come Caserma Vecchi – posegue l’associazione -. Per non dimenticare il prestigioso convento di San Domenico, in cui si sta provvedendo alla realizzazione di un ‘housing sociale intergenerazionale’. Anche per questo edificio si era segnalata la necessità di recuperare gli affreschi presenti, realizzati da Sebastiano Ghezzi”. Nel dossier, poi, ‘Italia Nostra’ inserisce anche la chiesa di Santa Maria del Ponte, dove andrebbero ristrutturate le opere realizzate sulla volta dall’artista Biagio Miniera. E poi un accenno alla splendida Villa Sgariglia di Campolungo. “Quante volte abbiamo segnalato lo stato di abbandono di uno degli esempi più prestigiosi di architettura del Settecento presenti in città – prosegue Rinaldi -. Senza dimenticare l’obbrobrio architettonico della realizzazione di un enorme gazebo di metallo posizionato sul terrazzo”. Infine, segnalata anche la necessità di intervento per la Porta Sigismundus, che giace ormai in una condizione di estremo degrado nei pressi di Piazza Viola. Nella lettera, infine, si menziona anche lo stato del ponte di San Giuseppe a Mozzano e del convento di San Giorgio di Rosara. “Quest’ultimo – conclude Rinaldi - sta diventando un ammasso di mura cadenti, coperte da arbusti e piante rampicanti. Ci auguriamo che questa volta ci siano concreti riscontri alle nostre segnalazioni”.
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