Ascoli Piceno - Tirocini inclusivi, opportunità di lavoro per persone disabili o in difficoltà

Un valido strumento per agevolare l’inclusione, l’autonomia e la riabilitazione delle persone prese in carico dai servizi sociali o dai servizi sanitari competenti.
Si tratta dei tirocini di inclusione sociale dei quali sono beneficiari, in parole povere, i soggetti con disabilità o quelli che si trovano in condizioni di fragilità economica. Il Comune di Ascoli ne ha attivati oltre 140, investendo nel giro di due anni fino a un milione e 150mila euro. Le persone coinvolte dal progetto ricevono una somma mensile, a titolo di rimborso, che varia in base ai casi e può raggiungere anche i quattrocento euro. “Si tratta di un intervento estremamente importante perché permette alle persone in difficoltà di poter entrare nel mondo delle attività lavorative – spiega l’assessore ai servizi sociali e vicesindaco Massimiliano Brugni -. Grazie all’ambito sociale territoriale, l’amministrazione comunale ha lavorato alacremente per un progetto partito già da qualche anno. Abbiamo avuto la possibilità di investire risorse significative stiamo cercando di crescere per permettere alla città di essere sempre più inclusiva e attenta ai diritti delle persone fragili. Grazie proprio ai servizi sociali e all’Umea, ovvero il servizio competente dell’Ast che individua i soggetti beneficiari, stiamo provando ad implementare ulteriormente il progetto per attivare ulteriori percorsi di inserimento”. Il tirocinio, che non costituisce propriamente un rapporto di lavoro, si realizza sulla base di un progetto, che definisce gli obiettivi da conseguire nonché le modalità di attuazione: questo viene concordato fra il soggetto che ha in carico il tirocinante, il soggetto promotore, il soggetto ospitante ed il tirocinante stesso. I soggetti coinvolti sono l’ente promotore, ovvero l’ambito territoriale sociale, i soggetti ospitanti (ditte, enti pubblici, enti del terzo settore) ed i beneficiari. I destinatari, come detto, sono soggetti appartenenti alle categorie maggiormente vulnerabili il cui reinserimento sociale e lavorativo può essere perseguito solo attraverso politiche mirate. Persone, quindi, che abbiano un’età compresa tra i 16 e i 64 anni, prese in carico dai servizi sociali o sanitari competenti. Per quanto riguarda le persone disabili, invece, è necessario che le stesse risultino iscritte ai centri per l’impiego.
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