Folignano - Dal Piceno a Pompei, il mosaico ritrovato al centro dell’incontro con Zuchtriegel
Un filo che lega il Piceno a Pompei, passando per una delle scoperte archeologiche più sorprendenti degli ultimi mesi.

Il sindaco di Folignano Matteo Terrani, l’assessore Laura Addis e il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti sono stati ospiti del direttore del Parco Archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, per un incontro istituzionale dedicato al mosaico romano trafugato durante la Seconda guerra mondiale e recentemente ritrovato grazie al lavoro dell’archeologa Giulia D’Angelo. Un confronto importante, nato dalla volontà condivisa di valorizzare un reperto che rappresenta non solo un’opera di grande pregio storico e artistico, ma anche un simbolo identitario per il territorio di Folignano e dell’intero Piceno. Il mosaico, proveniente da una villa romana di Rocca di Morro, è riemerso dopo oltre ottant’anni riportando alla luce una pagina dimenticata della storia locale. A sottolineare il significato della scoperta è stato il sindaco di Folignano Matteo Terrani: “Nelle scorse settimane vi abbiamo raccontato della straordinaria scoperta fatta dall’archeologa Giulia D’Angelo: il ritrovamento del mosaico trafugato durante la Seconda guerra mondiale e proveniente da una villa romana di Rocca di Morro. Un frammento prezioso della nostra storia che riaffiora dopo oltre ottant’anni e che rafforza il legame profondo tra la nostra comunità e le sue radici più antiche. Insieme al Parco Archeologico di Pompei e al Comune di Ascoli Piceno stiamo lavorando per valorizzare al meglio l’opera e renderla fruibile alla cittadinanza, attraverso mostre e convegni che possano far conoscere e riscoprire una pagina importante della nostra storia”. L’incontro con il direttore Zuchtriegel consolida così un percorso istituzionale e culturale che punta a restituire pienamente il reperto alla collettività, inserendolo in un più ampio progetto di promozione storica e turistica del territorio. Anche il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti ha evidenziato il valore del lavoro svolto in sinergia tra enti e istituzioni: “Una scoperta della quale, insieme al collega sindaco Matteo Terrani, ho parlato con il direttore Zuchtriegel: la memoria del manufatto riemerge anche grazie al pittore e archeologo ascolano Giulio Gabrielli, che lo riproduce in un taccuino manoscritto conservato oggi presso la nostra Biblioteca comunale. Valorizzazione del patrimonio culturale, storia, memoria, identità del Piceno: un bel lavoro di squadra che ha portato a un’inattesa ma prestigiosa scoperta”. L’obiettivo ora è trasformare il ritrovamento in un’occasione di crescita culturale e di conoscenza, coinvolgendo cittadini, studiosi e visitatori attraverso iniziative capaci di raccontare il legame profondo tra il territorio e il suo passato romano.
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