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Ascoli Piceno - Pastasciutta antifascista, la polemica prosegue. Il Collettivo Caciara: "Il vescovo venga e si dissoci"

Amministratore15 luglio 2026 alle 14:11

Non si spegne la polemica sulla Pastasciutta Antifascista in programma il prossimo 26 luglio ad Ascoli. Dopo la presa di posizione della diocesi, che ha escluso qualsiasi motivazione ideologica dietro la revoca degli spazi della chiesa dei Frati, arriva la replica del Collettivo Caciara, tra i promotori dell'iniziativa insieme all'Anpi e al panificio "L'Assalto ai Forni". Una risposta articolata, nella quale gli organizzatori contestano la ricostruzione fornita nelle scorse ore e ribadiscono la propria versione dei fatti. Il collettivo apre il proprio intervento con un ringraziamento alle numerose persone che hanno espresso vicinanza dopo l'esplosione del caso. "Vi ringraziamo per la solidarietà e il supporto espresso nei nostri confronti e nei confronti di una comunità che non si arrende", scrivono gli organizzatori, sottolineando come, nonostante il cambio di sede, l'evento non sia mai stato messo in discussione. "La Pastasciutta si sarebbe fatta comunque, anche se in un luogo diverso", precisano. Il nodo centrale della replica riguarda però le dichiarazioni del vescovo Gianpiero Palmieri, che aveva parlato di un'incomprensione organizzativa, spiegando come al parroco fosse stata inizialmente presentata una cena di beneficenza, salvo poi scoprire la natura politica dell'iniziativa. Una ricostruzione che il Collettivo Caciara respinge con decisione. "Non è vero che la richiesta alla Chiesa dei Frati era stata presentata come una cena di beneficenza: è stata fin da subito presentata come Pastasciutta Antifascista e come iniziativa politica. C'è un contratto e uno scambio di messaggi che testimoniano ciò", affermano gli organizzatori, sostenendo quindi che la natura dell'evento fosse nota sin dall'inizio. Il collettivo contesta anche un altro passaggio della versione fornita dalla diocesi, relativo all'individuazione della nuova sede. "Non è vero che il parroco ha proposto una location alternativa. Alla soluzione avevamo già pensato noi quando ci è stato chiesto, per la prima volta, di togliere la parola 'antifascista' dalla locandina", spiegano. Secondo Caciara, la scelta di San Marcello sarebbe stata possibile "grazie ai rapporti costruiti negli anni con il parroco della parrocchia antistante il piazzale dove si terrà l'evento", precisando inoltre che erano già stati avviati gli adempimenti necessari per lo svolgimento della manifestazione. Pur mantenendo ferme le proprie contestazioni, il Collettivo Caciara sceglie però di tendere la mano al vescovo Palmieri. "Capiamo l'intento del vescovo di proteggere i parrocchiani da quanto accaduto in questi giorni e lo perdoniamo", scrivono, aggiungendo un invito pubblico a partecipare all'iniziativa. "Lo invitiamo alla Pastasciutta Antifascista, offriamo noi, così da poter prendere le distanze da quanto successo e dimostrare, non solo con un comunicato, che esiste anche un'Ascoli cattolica che si riconosce nell'antifascismo e ne è orgogliosa". Al di là delle ricostruzioni contrapposte, resta confermato lo svolgimento dell'iniziativa. La seconda Pastasciutta Antifascista cittadina si terrà regolarmente domenica 26 luglio nel piazzale all'incrocio tra via Piemonte e via Costantino Rozzi, di fronte alla chiesa di San Marcello.