Ascoli Piceno - Niente udienze penali fino a domani, astensione anche in città contro il decreto legge

L’Unione delle Camere Penali Italiane (Ucpi) ha deliberato l’astensione dalle udienze penali fino a domani, con una presa di posizione decisa contro il decreto legge numero 48 dell’11 aprile scorso, ritenuto la riproposizione del criticatissimo ‘pacchetto sicurezza’.
All’astensione aderisce anche la Camera Penale di Ascoli. La Giunta dell’Ucpi “denuncia con fermezza non solo l’abuso della decretazione d’urgenza, priva – a loro dire – dei presupposti costituzionali, ma anche il contenuto del provvedimento, che viene definito espressione di una visione ’securitaria e carcerocentrica’, inefficace e dannosa. Secondo l’Ucpi, il decreto introduce norme penali sproporzionate, irragionevoli e prive di reale efficacia, alimentando una cultura repressiva fondata sull’aumento delle pene, la criminalizzazione della marginalità e l’introduzione di nuovi ostacoli all’accesso alle misure alternative. In un sistema penitenziario già gravato da sovraffollamento e carenze strutturali e sanitarie, queste misure non farebbero che aggravare la situazione, rendendo impossibile il rispetto del dettato costituzionale dell’art. 27, che impone finalità rieducative e il divieto di trattamenti inumani. La protesta si inserisce in un contesto drammatico: nel solo primo trimestre del 2025 si contano già 28 suicidi in carcere, mentre il 2024 si era chiuso con il tragico record di 90. La Giunta richiama la sentenza n. 84/2024 della Corte Costituzionale, che stima in 90.000 i ’liberi sospesi’, ossia persone condannate in attesa di misure alternative. L’Ucpi critica anche i piani governativi per nuovi ’moduli detentivi’ prefabbricati, ritenuti incompatibili con un’idea moderna e umana di carcere. Denuncia inoltre l’inadeguatezza delle assunzioni previste e il mancato potenziamento della sanità penitenziaria, in un contesto in cui oltre il 10% dei detenuti soffre di gravi disturbi psichiatrici e più del 40% assume psicofarmaci. La delibera non risparmia nemmeno la magistratura, accusata di abusare della custodia cautelare e di ignorare le pene sostitutive previste dalla riforma Cartabia, e rivolge un appello all’Accademia e ai giudici affinché promuovano questioni di legittimità costituzionale contro le nuove norme. L’Ucpi auspica infine che sul decreto non venga posta la fiducia, così da consentire un dibattito parlamentare vero e aperto, capace di rivedere norme ritenute irrazionali e contrarie ai principi fondamentali dello Stato di diritto”.
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