Ascoli Piceno - La proposta di Tempera: "Creiamo anche nella nostra città i comitati di quartiere"

Riportare i cittadini più vicini all’amministrazione comunale attraverso una nuova forma di partecipazione territoriale. È la proposta che arriva dall’ascolano Claudio Tempera, da sempre sostenitore dell’idea di istituire i comitati di quartiere, come strumento di collegamento diretto tra residenti e Comune. Un’ipotesi che, nelle sue intenzioni, potrebbe contribuire a raccogliere esigenze e segnalazioni provenienti dai diversi angoli della città e, allo stesso tempo, a coinvolgere maggiormente la popolazione nella cura del territorio. Tempera conosce bene il funzionamento del decentramento amministrativo. Tra il 2004 e il 2009 ha infatti ricoperto il ruolo di presidente della circoscrizione del Centro storico, nell’ultimo mandato prima della soppressione di questi organismi. “Si potrebbe pensare di formare i comitati di quartiere, come avviene ad esempio a San Benedetto”, spiega. L’obiettivo, però, non sarebbe quello di tornare al passato ripristinando l’articolata struttura delle circoscrizioni. “Non dico di fare nove circoscrizioni come ai tempi – precisa Tempera – ma almeno quattro o cinque comitati di quartiere, che avrebbero contatti diretti tra cittadini e amministrazione comunale”. Una soluzione, dunque, più snella rispetto al vecchio sistema, ma secondo il promotore capace di garantire comunque una presenza più capillare sul territorio. Le circoscrizioni comunali di Ascoli sono state soppresse definitivamente nel giugno del 2009. In precedenza, la città era organizzata attraverso undici circoscrizioni di decentramento, poi ridotte a nove, che rappresentavano i diversi quartieri e aree cittadine. Il superamento di questi organismi si inserì nel più ampio processo di riduzione del decentramento amministrativo, diventato poi obbligatorio a livello nazionale per i Comuni con meno di 250mila abitanti con la legge 42 del 26 marzo 2010. A distanza di oltre quindici anni, Tempera propone quindi di interrogarsi sulla possibilità di individuare una nuova modalità per mantenere vivo il rapporto tra amministrazione e quartieri. “I comitati potrebbero dare una grande mano in alcuni ambiti, come la cura del verde e la sicurezza”, sottolinea. Proprio la conoscenza quotidiana delle problematiche locali potrebbe rappresentare, secondo Tempera, uno dei punti di forza di questi organismi. Chi vive in un quartiere può infatti intercettare con immediatezza situazioni di degrado, necessità di interventi sul verde pubblico, criticità legate alla sicurezza o altre questioni che rischiano di rimanere meno visibili a livello generale. La proposta nasce dunque dall’idea di recuperare una dimensione di partecipazione che, con la soppressione delle circoscrizioni, è venuta meno. “Sono promotore da anni di questi comitati di quartiere”, ricorda Tempera, rilanciando così un tema che potrebbe entrare nel dibattito sulle modalità con cui il Comune può rafforzare il dialogo con i cittadini.
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