Ascoli Piceno - Infermieristica a rischio stop, l'ex rettore Gregori: "Corso che andrebbe potenziato"

Il futuro del corso di Infermieristica agita il dibattito cittadino.
Ma "serve maggiore calma", invita l'ormai ex rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Gian Luca Gregori. Dopo le polemiche degli ultimi giorni e i timori sulla possibile sospensione del corso triennale nel polo ascolano, il professore (che ha lasciato il testimone a Quagliarini lo scorso novembre) prova a riportare il confronto su un piano più equilibrato. "Prima di gridare 'al lupo, al lupo' – afferma – occorre valutare con attenzione la situazione". La questione nasce dalla discussione interna alla Facoltà di Medicina, dove (come avviene ciclicamente anche in altri dipartimenti) si è aperta una riflessione sull’eventualità di sospendere per un anno il corso. Una pratica non inusuale nel mondo accademico, sottolinea Gregori: "È normale che una facoltà si interroghi sull’organizzazione dei propri percorsi formativi. Non sarebbe la prima volta che accade, e non riguarda solo Ascoli". Tuttavia, l'ex rettore riconosce che la realtà ascolana ha una sua peculiarità: negli ultimi anni, infatti, il polo sanitario è cresciuto in modo significativo, fino a diventare un punto di riferimento per il territorio. "Ad Ascoli – ricorda – eravamo partiti con poco. Poi sono arrivati Fisioterapia, che ha avuto un grande successo, Tecnico di Radiologia, anch’esso con alte probabilità occupazionali, e la facoltà di Agraria in continuo sviluppo. È un patrimonio che non va disperso". Ecco perché, secondo Gregori, l’obiettivo dev’essere non solo garantire la continuità del corso di Infermieristica, ma ragionare su un suo possibile potenziamento. "È importante che il polo sanitario permanga e continui a svilupparsi - conferma il 'fresco' ex rettore -. Dobbiamo chiederci cosa possa rafforzare ulteriormente la presenza universitaria nella città". Sul fronte istituzionale, Gregori esprime ottimismo. La Regione Marche, afferma, "sembra fortemente orientata a sostenere il corso", così come l’Ast, il Comune di Ascoli e il sindaco, "che si è espresso in maniera molto chiara". Il nodo, più che politico, è di risorse: occorre trovare gli strumenti necessari per assicurare la migliore qualità formativa possibile. "Tutte le istituzioni – ribadisce Gregori – sembrano andare nella stessa direzione". Il preside della Facoltà di Medicina, naturalmente, mantiene la sua autonomia decisionale, ma per Gregori il punto centrale è preservare una presenza universitaria che negli anni ha contribuito alla crescita della città. "Sarebbe un peccato interrompere un percorso - conclude -, anche solo per un anno, proprio ora che si è consolidato e riconosciuto". Un invito alla prudenza, quindi, ma anche un messaggio di fiducia: Ascoli ha l’ambizione legittima di rimanere un punto di riferimento formativo nel settore sanitario. E l’Ateneo, insieme alle istituzioni del territorio, intende lavorare perché ciò avvenga.
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