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Ascoli Piceno - Consiglio comunale, infuocato anche "il giorno dopo": botta e risposta con la minoranza

Amministratore22 ottobre 2026 alle 14:42

Non si placa la polemica dopo la seduta del consiglio comunale di Ascoli, caratterizzata martedì dall’uscita dei gruppi di opposizione in seguito allo scontro con il sindaco Marco Fioravanti sugli attacchi social legati all’inaugurazione di Palazzo Saladini Pilastri. A riaccendere il confronto sono ora una lettera dei genitori dei bambini presenti all’evento e la presa di posizione della consigliera di minoranza Marta Luzi, di ‘Ascolto e Partecipazione’. Nella lettera, le famiglie chiedono alle istituzioni sostegno e tutela per i propri figli, finiti al centro delle polemiche per lo striscione “Grazie Giorgia, ti vogliamo bene”, rivolto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la presentazione dei lavori. I genitori definiscono il gesto «spontaneo», nato dalla volontà dei bambini di partecipare a un momento significativo per la città, e negano qualsiasi finalità di propaganda politica. «Non era una dichiarazione di appartenenza politica, né un’iniziativa organizzata per sostenere un partito. Era, semplicemente, un gesto di benvenuto», scrivono. Le famiglie riferiscono di aver assistito con «amarezza e preoccupazione» a quella che considerano una campagna di attacchi, con immagini e fotomontaggi diventati oggetto di una «gogna mediatica». Precisano inoltre di non essere iscritte ad alcun partito di centrodestra e di non aver agito per conto di forze politiche. La richiesta è che i minori vengano lasciati fuori dallo scontro: «Nessun minore dovrebbe essere trascinato in una contesa politica» e un gesto di accoglienza, sottolineano, non deve trasformarsi in una colpa. Di segno diverso, pur con la stessa attenzione alla tutela dei bambini, la replica di Marta Luzi, che contesta le accuse rivolte dal sindaco all’opposizione durante le comunicazioni iniziali del Consiglio. «L’idea che anche un solo bambino possa avere paura di me mi devasterebbe», afferma la consigliera, sostenendo di non accettare che accuse così gravi vengano formulate senza possibilità di replica. Luzi ricostruisce l’iniziativa della minoranza come una richiesta di chiarimenti sulle responsabilità relative alla presenza dei bambini e alla pubblicazione delle immagini dell’evento sui canali social del sindaco. Si trattava, precisa, di un’interrogazione consiliare a risposta scritta, non destinata alla discussione in aula. «Una richiesta di chiarimenti, non un attacco ai bambini. Non un atto di bullismo», ribadisce, respingendo anche le accuse di aver terrorizzato le famiglie. La consigliera difende quindi il ruolo dell’opposizione, rivendicando il diritto di chiedere trasparenza sulle scelte amministrative. «Fare opposizione non significa bullizzare. Fare domande non significa strumentalizzare», scrive, spiegando che l’uscita dall’aula è stata una reazione ai toni utilizzati e all’impossibilità di replicare in quel momento.