Ascoli Piceno - Colpo di coda dell'influenza, il medico: "Colpa anche degli sbalzi di temperatura"

Colpo di coda dell’influenza, anche nel Piceno.
Tanti gli ascolani che sono alle prese con la febbre, il raffreddore e altri malanni dovuti, con ogni probabilità, anche al ‘clima pazzo’ che sta caratterizzando questo bizzarro inizio di primavera. Gli sbalzi di temperatura, infatti, sono significativi e si passa dal freddo che caratterizza le prime ore della mattinata ai quasi venti gradi delle ore più calde del pomeriggio. Per non parlare, poi, delle forti piogge che si alternano, repentinamente, ai momenti di sole. Insomma, condizioni meteo davvero particolari che possono avere delle conseguenze sulla salute di ciascuno. A confermarlo è la dottoressa Silvia Ribiscini, dirigente medico del servizio di igiene e sanità pubblica del dipartimento di prevenzione dell’Ast ascolana. “E’ evidente il fatto che stiamo vivendo una stagione anomala – spiega la dottoressa -. In montagna, ad esempio, sta ancora nevicando nonostante siamo ad aprile. Con gli sbalzi di temperatura repentini, il corpo non fa in tempo ad abituarsi o a prepararsi. Pertanto, ne può risentire il sistema cardiorespiratorio, così come quello nervoso. In questo periodo, dunque, è normale avere la tosse o accusare raffreddore, raucedine e mal di gola. Ci sono tante persone a casa con la febbre alta, per una stagione influenzale che si sta protraendo più del previsto. Ma sono numerosi anche i casi di polmonite, otite e sinusite. In ospedale qualche situazione particolare c’è – prosegue il medico -. Ci sono pazienti, ad esempio, con polmoniti da pneumococco. Malattia sulla quale può influire, indubbiamente, anche lo sbalzo di temperatura. C’è chi riesce a superare lo stato di malessere in maniera autonoma, o attraverso i farmaci prescritti dal medico di famiglia, e chi invece fa fatica a guarire, come nel caso dei soggetti oncologici, degli anziani o di chi ha patologie croniche. Anche i bambini, ovviamente, sono a rischio a causa di questo clima anomalo. Il consiglio principale è quello più scontato: vestirsi a cipolla – conclude la dottoressa -. In questo modo, infatti, ci si può togliere qualche ‘strato’ nelle ore più calde e ci si può coprire maggiormente nei momenti più freddi. In merito all’influenza sarebbe stato bene vaccinarsi, tra ottobre e febbraio. La vaccinazione anti-pneumococcica, invece, è destagionalizzata e se ne può approfittare in ogni periodo dell’anno. Ricordo che questa protegge dalle malattie trasmesse dallo pneumococco, un batterio, come ad esempio le polmoniti o, nei casi più gravi, la meningite”.
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