Ascoli Piceno - Aumenti del gasolio e crisi climatica, in difficoltà anche i venditori di frutta e verdura

Nemmeno i coltivatori sono al riparo dai rincari. Aumentano gasolio, energia elettrica e costi di produzione e, inevitabilmente, anche chi coltiva direttamente la terra si trova costretto a ritoccare i prezzi. Succede anche ad Ascoli, dove tra i banchi di piazza della Verdura si respira il clima di difficoltà che sta accompagnando famiglie e produttori. Il mercato continua a essere scelto da molti ascolani nel tentativo di risparmiare, ma anche qui la possibilità di contenere la spesa si fa sempre più complicata. “Il gasolio è aumentato e per noi gli impatti dei rincari sull’energia e sul carburante sono altissimi. È una battaglia quotidiana poter assorbire gli aumenti, senza farli ricadere sulla clientela”, racconta uno dei contadini che settimanalmente porta i propri prodotti in piazza. “Anche per noi, quindi, è diventata complicata la situazione. Le persone comprano il minimo indispensabile, vedo anziani che comprano due pomodori di numero. I clienti fanno delle rinunce. È una situazione difficile per tutti”. Il mercato a chilometro zero, dunque, non è una sorta di isola felice immune dall’aumento dei costi. Anche chi produce e vende direttamente deve fare i conti con spese sempre più alte. “I costi sono aumentati anche per noi coltivatori. Nonostante il mercato a chilometro zero, siamo costretti ad alzare i prezzi anche se siamo contadini», spiega un’altra venditrice. “Energia elettrica e carburante sono aumentati, quindi non possiamo fare diversamente”. E mentre i produttori cercano di non scaricare completamente gli aumenti sui consumatori, i clienti guardano sempre più alle occasioni e alle offerte. “Molti preferiscono i supermercati, quando ci sono delle offerte”, racconta il commerciante. Una concorrenza che si fa sentire soprattutto quando le famiglie sono costrette a fare i conti con bilanci sempre più stretti. A pesare, però, non sono soltanto i rincari. Anche il clima sta mettendo a dura prova il lavoro nei campi. Il gran caldo ha avuto conseguenze sulle coltivazioni e rende più difficile anche il lavoro quotidiano degli agricoltori. “Il gran caldo non ci ha aiutati, rovinando molte coltivazioni. Inoltre, molti di noi contadini hanno ridotto gli orari di lavoro, con queste temperature, e si fa fatica a coltivare i campi”. Il quadro viene completato dalla testimonianza di un altro agricoltore, che lega direttamente le difficoltà attuali ai cambiamenti climatici: “Dal caldo agli aumenti siamo penalizzati da tutto. La produttività, per i cambiamenti climatici, non è più la stessa. Cerchiamo di contenere i prezzi, ma non sempre è possibile”. Tra i banchi di piazza della Verdura, insomma, il disagio è evidente da entrambe le parti. I clienti cercano di spendere meno, riducendo quantità e acquisti, mentre i coltivatori provano a mantenere prezzi sostenibili nonostante costi di produzione sempre più pesanti.
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