Ascoli Calcio - Le parole del presidente Passeri dopo la sconfitta di Campobasso: "Ora testa ai playoff"

Dopo la sconfitta contro il Campobasso, che ha di fatto chiuso le porte alla vittoria del campionato per l’Ascoli, complice anche il successo dell’Arezzo, il presidente bianconero Bernardino Passeri ha affidato ai social un lungo messaggio carico di emozione, lucidità e determinazione.
Una sconfitta amara, arrivata al termine di una rincorsa entusiasmante, ma che non ha scalfito la convinzione della società e del suo presidente, già proiettato verso l’obiettivo playoff. Ecco le sue parole: “Sono quasi le 20, ho ancora più di un’ora per rientrare a casa, il sole basso sulla strada mi acceca mentre tramonta e accentua il groviglio di sensazioni che provo, i messaggi si susseguono, tutti che mi spronano a non mollare; io non mollo mai, figuriamoci ad Ascoli. Quando è partito il campionato sapevo che avevamo messo su un team serio, dagli attori che lavorano in società a quelli che lavorano al Picchio, fino alla squadra con tutto lo staff di tecnici e sanitari; un team al quale si sono aggiunti tifosi, media e istituzioni, un unico gruppo per un patto granitico. Oggi, arrivati al giorno in cui si tira la linea, penso che abbiamo fatto un lavoro veramente importante, tutti insieme, e proprio oggi, che abbiamo perso, realizzo che la sconfitta sembra un evento straordinario e le vittorie incredibili sono diventate la normalità. Alla fine della partita sono andato sotto il nostro settore, ho ricaricato le batterie, che erano andate in riserva, sono stato incitato come se avessimo vinto, tanto che sono andato in conferenza e, dopo aver fatto i complimenti all’Arezzo, che ha meritato la promozione, ho dichiarato apertamente che avremmo vinto i Playoff, senza indugi. Ho riferito al Campobasso di non pensarci proprio… perché ci credo veramente, questa partita non conta, la testa era ad Arezzo dove, purtroppo, non potevamo incidere. Quello che conta sono state le 13 partite dove abbiamo raccolto 12 vittorie e un pareggio, e quando il mister a dicembre diceva “cresciamo partita dopo partita” era tutto vero. Oggi giochiamo il più bel calcio del campionato, indubbiamente. Dobbiamo scaricare le scorie nervose di questa cavalcata interminabile, che ha esaltato anche la forza di un Arezzo che ha retto l’urto di 12 punti recuperati. Purtroppo il percorso di crescita non si costruisce con un giorno, siamo nati a luglio dello scorso anno, abbiamo fatto una stagione da top player che completeremo a breve. Purtroppo l’Arezzo non ci ha permesso di fare quel punto in più che ci avrebbe dato la forza di pensare che dipendesse solo da noi, ma nulla è perso, ci aspettano altre splendide giornate allo stadio, ancora tutti insieme.” Parole che raccontano non solo la delusione per un traguardo sfumato, ma anche l’orgoglio per un percorso costruito con solidità e ambizione. L’Ascoli, infatti, guarda avanti: i playoff rappresentano ora l’ultima occasione per coronare una stagione che, comunque vada, ha già lasciato segnali importanti.
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