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Arquata del Tronto - Lacrime e commozione nella notte dedicata al ricordo delle vittime del sisma

Il tempo, ad Arquata del Tronto, si è fermato ancora una volta alle 3.36: a quell’ora, i rintocchi di una campana hanno scandito i nomi delle vittime del terremoto del 24 agosto 2016

Editor24 agosto 2026 alle 13:05

Un nome, un rintocco. Poi un altro. E il silenzio. Quella che sembrava una normale notte di fine estate si trasformò in pochi secondi in una tragedia. Un boato, poi le scosse. La più forte, di magnitudo 6, rase al suolo Pescara del Tronto. Nel comune di Arquata morirono 52 persone. Furono 303 le vittime complessive del sisma che colpì il Centro Italia. A dieci anni di distanza, familiari e cittadini si sono ritrovati nel parchetto di Pescara del Tronto, lo stesso luogo dove quella notte vennero raccolti i corpi estratti dalle macerie. Tra loro Patrizia Marano, che in quei pochi istanti perse il figlio Tommaso, appena 14 anni, il marito Alberto, i genitori, il cognato e diversi amici. “Il dolore è sempre lo stesso”, il suo ricordo. C’è anche Danilo Sciarrini, che sotto quelle macerie perse la madre. “È come se fosse ieri”, racconta. Prima della commemorazione, la fiaccolata dal cimitero al parchetto. Una processione silenziosa, guidata dal vescovo di Ascoli Piceno Gianpiero Palmieri e dal sindaco di Arquata Michele Franchi. L’alba è arrivata anche questa volta. Ma quella notte non è mai finita davvero. Restano le assenze, i nomi e il dolore. E resta la memoria, che continua a tenere accesa una luce nel buio.