Apertura in Riviera dell'anno scolastico 2025/2026 con le novità per alunni ed insegnanti

San Benedetto - Da oggi dunque apertura ufficiale dei plessi scolastici nelle Marche, che contano quasi 190.000 studenti, nell’ottica della stagione 2025/2026 che si preannuncia ricca di novità: dalla valutazione del voto in condotta al nuovo esame di Maturità.
Il suono della campanella questa mattina ha riguardato non solo le Marche ma anche Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Molise, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria mentre domani tocca a Calabria e Puglia. Una delle novità maggiori per questo nuovo anno scolastico è il "peso" del voto in condotta. Con la riforma voluta dal governo di Giorgia Meloni, c'è la bocciatura automatica con il 5. Chi avrà il 6 in condotta invece non verrà automaticamente bocciato, ma per essere ammesso all'anno successivo dovrà svolgere un passaggio ulteriore: il "compito di cittadinanza". Altra novità è la stretta sull'uso dei telefoni. Sarà un anno offline, con il divieto di utilizzo dei cellulari in classe, anche nel tempo libero come la ricreazione. Le sanzioni in caso di trasgressione che varieranno da scuola a scuola, in base al regolamento devono rispettare il principio di gradualità, dovrà quindi esserci corrispondenza tra la gravità della infrazione e la serietà della sanzione. E intanto durante la mattinata il vescovo di Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Ripatransone e Montalto Marche, monsignor Gianpiero Palmieri, ha rivolto un messaggio di augurio agli studenti, agli insegnanti e a tutto il personale scolastico. "C'è chi ha un'intelligenza intuitiva, chi più matematica, chi creativa, tecnica, poetica. Le intelligenze sono molteplici e a scuola ognuno è chiamato a sperimentarle finché non riconosce il proprio talento, il proprio merito. - ha aggiunto - In questa scoperta è custodita una vocazione straordinaria". Palmieri ha richiamato anche la lezione di sant'Agostino, ricordando che l'intelligenza umana è aperta all'infinito e non può mai dirsi soddisfatta: "Il nostro cuore non si riposa mai se non in Dio. - ha concluso - La scuola, allora, non è ripetere nozioni, ma vivere una condizione di ricerca permanente, un desiderio di andare oltre, di confrontarsi con autori, scienziati, letterati e filosofi che hanno cercato verità profonde".
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