22 maggio 2013, un giorno con Papa Francesco

Storia di un incontro nato per caso
Per caso, da una foto mandata in onda, nella trasmissione televisiva di DeeJay Chiama Italia, fu mostrata la tessera di "Socio Activo Simple" dove Jorge Mario Bergoglio, allora cardinale, appariva come comune sostenitore del San Lorenzo Calcio dai colori sociali RossoBlu. Mia moglie ebbe l'idea di far avere al neo eletto Papa la tessera di Socio Sostenitore a vita della Sambenedettese, una squadra che aveva, come il suo San Lorenzo, il nome di un Santo e gli stessi colori, il RossoBlu. Fu tutto molto veloce, dopo mezz'ora il mio cellulare bolliva. Trovammo la persona che fu fondamentale e ci indicò la giusta procedura da attuare per farci arrivare in piazza a San Pietro, Edio Costantini, membro della Consulta Vaticana e con l'amico Giulio Spadoni, allora D.S. della Sambenedettese ci attivammo subito. Sempre mia moglie intanto aveva giá contattato chi poteva fornirci dei libri, il prezioso Giuseppe Merlini, che sarebbero stati, si un regalo, ma anche un modo per avere l'attenzione dal Pontefice sulla storia dei Sambenedettesi emigrati a Mar Del Plata. Se non ricordo male quei due testi erano opera di due illustri sambenedettesi, Ugo Marinangeli e Gabriele Cavezzi. Ci fu un momento di stallo per via della situazione societaria, nonostante la vittoria del campionato, ma poi si partì con tutta la squadra, capitanata da Ottavio Palladini allenatore, allora come oggi, della compagine RossoBlu. Il viaggio fu rocambolesco. Il parcheggio che non si trovava, la corsa per arrivare, il ritardo accumulato, il caldo di quel giorno, ma poi eravamo lì, sul sagrato, la squadra da una parte, insieme ai gruppi, io e Mister Palladini insieme al gruppo dei vari rappresentanti scelti per incontrare il Pontefice. Avevamo preparato tutto con mia moglie, giá da casa. Sui due libri che avevamo deciso di portare in dono, avevamo messo dei post-it nei punti in cui si sarebbero potute individuare delle foto che spiegavano cosa collegava la Sambenedettese Calcio, quindi San Benedetto del Tronto e lui, un Papa argentino di origine italiana. Quando il Pontefice arrivò da noi, fu felice per la maglia, per il ruolo da portiere che gli era stato assegnato e poi...e poi la gioia per me, nel vedere il Santo Padre che, mentre iniziavo a spiegare cosa quelle foto significavano, lui ci interruppe dicendo :" ma si, certo, conosco questa storia, so perché c'é una chiesa a Mar del Plata in onore di San Benedetto Martire " Il Papa, in quel momento aveva capito il nostro messaggio. Ci fu un sorriso, ci benedì e ci salutò. Io e Ottavio eravamo completamente inebriati dalla gioia di quell'incontro e stamane la prima persona a cui ho inviato un messaggio dopo aver letto l'annuncio scritto in TV é stato proprio lui, la persona con la quale ho condiviso questa bellissima esperienza e con la quale ora condividiamo, insieme a tutto il mondo, questo giorno di grande tristezza.
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