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Uccise la moglie in casa, il 9 luglio la decisione ufficiale sulla nuova perizia psichiatrica

Processo in Assise a Macerata. La difesa punta sulla risonanza cerebrale

Editor21 maggio 2026 alle 19:16

La Corte d'Assise di Macerata si pronuncerà il 9 luglio sulla richiesta di una nuova perizia psichiatrica per Massimo Malavolta, il 47enne imputato per l'omicidio della moglie Emanuela Massicci, uccisa il 19 dicembre 2024 nell'abitazione di famiglia a Ripaberarda di Castignano (Ascoli Piceno).
La decisione arriverà al termine delle requisitorie di accusa, difesa e parti civili e potrebbe incidere sui tempi della sentenza, allungando il processo in caso di accoglimento dell'istanza difensiva.
Al centro della richiesta avanzata dall'avvocato Saveria Tarquini ci sono gli esiti della risonanza magnetica a tre Tesla effettuata a fine aprile all'ospedale di Ancona.
Secondo la difesa, l'accertamento avrebbe evidenziato un quadro cerebrale compromesso, aggravato dall'assunzione di sostanze stupefacenti, anabolizzanti e farmaci per la massa muscolare, elementi che potrebbero avere inciso sulla capacità di intendere e di volere dell'imputato al momento del delitto.
La risonanza ha rilevato circa 60 focolai inferiori ai 4 millimetri e altri quattro superiori ai 5 millimetri, descritti come aree di "leucoencefalopatia multifocale" di possibile origine vascolare ischemica cronica. Su questi risultati si sono confrontate le valutazioni del consulente della difesa Claudio Cacaci e quelle del perito della Procura Adriano Tagliabracci, affiancato dal neurologo Alberto Testa, consulente nominato dalla Corte.
Per le parti civili, rappresentate dall'avvocato Nazario Agostini, gli elementi clinici emersi potrebbero al massimo spiegare deficit cognitivi legati ad attenzione e memoria, senza però compromettere la piena capacità di intendere e di volere dell'imputato.