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Tre vitelli sbranati dai lupi in sette giorni vicino ad abitazioni

25 aprile 2025 alle 12:15
Tre vitelli sbranati dai lupi in sette giorni vicino ad abitazioni

Tre vitelli sbranati nel giro di una settimana a poche centinaia di metri dalle abitazioni.

Allevatori di Monte Grimano Terme (Pesaro Urbino) esasperati dopo aver trovato le carcasse di due vitellini nati da un paio di settimane e di un altro vitellino nato nella notte e subito finito tra le fauci del branco di lupi. In questo caso, non essendo stato trovato nessun segno della predazione, non è neanche possibile richiedere il risarcimento del danno. "Molte aziende zootecniche - spiega Claudio Calevi, direttore di Coldiretti Pesaro Urbino - stanno pensando di abbandonare perché l'allevamento all'aperto diventa sempre più un'attività piena di incognite e tenere gli animali in stalla significa far lievitare i costi, ridurre ulteriormente il reddito aziendale e diminuire il benessere animale". Tra il 2017 e lo scorso anno la Regione Marche ha pagato quasi 760mila euro di indennizzi agli allevatori per attacchi di lupi o cani inselvatichiti al bestiame. Solo lo scorso anno sono state denunciate 199 animali uccisi tra pecore e capre (134), vitelli (25) e puledri (40) in 67 aziende zootecniche. Il 65% degli attacchi è avvenuto proprio nella provincia di Pesaro Urbino. I Comuni più colpiti sono stati Serra Sant'Abbondio (11 casi), Pergola (9) e Cantiano (6). "È importante la decisione della Commissione europea di proporre, lo scorso 7 marzo, una modifica alla direttiva Habitat per allinearsi al declassamento dello status di protezione del lupo da specie "strettamente protetta" a solo "protetta" previsto dalla Convenzione di Berna, entrata in vigore. Serve l'ok di Parlamento e Consiglio Ue per il via libera definitivo che farebbe comunque rimanere il lupo una specie protetta, ma darebbe la possibilità agli Stati membri di mantenere un livello più basso di protezione del lupo, se ritenuto necessario dalla legislazione nazionale", conclude Calevi.