TRAPIANTI, NELLE MARCHE NUOVO MODELLO DI ASSISTENZA: CONTROLLI PROGRAMMATI E CURE VICINO CASA
Garantire continuità di cura e presa in carico sul territorio

Questi gli obiettivi del nuovo modello organizzativo per i pazienti della rete trapiantologica approvato dalla Giunta regionale. Un intervento che rafforza in particolare, ma non solo, l’assistenza post trapianto, fase decisiva per consolidare gli esiti clinici e accompagnare il paziente nel tempo.
“Con questo provvedimento interveniamo su tutto il percorso – sottolinea l’assessore alla Sanità Paolo Calcinaro –. La delibera mette infatti a sistema i tre snodi fondamentali: il paziente in attesa di trapianto, che va accompagnato e monitorato fin dall’ingresso in lista; l’assistenza post trapianto, che rappresenta una fase determinante per consolidare i risultati clinici nel tempo; e il percorso del donatore, che richiede la massima attenzione e tutela. Su questi tre ambiti abbiamo costruito un modello unico e coordinato, capace di garantire continuità assistenziale e qualità delle cure su tutto il territorio regionale”.
Sono previsti controlli periodici, visite specialistiche ed esami diagnostici da eseguire in base alle indicazioni del medico di riferimento — con frequenze differenziate in base alle condizioni cliniche — per monitorare la funzionalità dell’organo trapiantato, gestire la terapia e intercettare precocemente eventuali complicanze.
Il modello riguarda una platea ampia e in crescita. Nelle Marche sono attualmente 1.388 i pazienti in follow-up (assistenza) post trapianto: 416 con trapianto di fegato e 972 con trapianto di rene, distribuiti su tutto il territorio regionale.
Un numero destinato ad aumentare nel tempo, in parallelo con l’attività trapiantologica: dal 2002 al 31 dicembre 2025 sono stati effettuati complessivamente 840 trapianti di fegato e 824 trapianti di rene. Solo nell’ultimo anno si contano 52 trapianti di fegato, 32 di rene, 2 da donatore vivente e un trapianto combinato rene-fegato.
Per rispondere a questo fabbisogno, il nuovo assetto organizzativo punta a rafforzare la presa in carico territoriale: le Aziende sanitarie sono chiamate ad attivare agende dedicate e percorsi preferenziali per il follow-up, garantendo ai pazienti controlli vicino al domicilio e tempi di accesso programmati.
“Un altro elemento importante – aggiunge Calcinaro – è aver definito in modo chiaro quali controlli, visite ed esami servono prima e dopo il trapianto di fegato e rene, anche nella loro cadenza. È un lavoro costruito insieme al Centro regionale trapianti, all’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche e alle altre strutture specialistiche della rete, che ci permette di offrire ai pazienti percorsi più chiari, programmati e uniformi”.
Con il provvedimento, infatti, la Regione definisce un modello omogeneo per tutta la rete trapiantologica per migliorare l’efficacia delle cure e assicurare una presa in carico stabile e coordinata lungo tutto il percorso di vita del paziente.
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