Torture su un ragazzo a Porto Sant'Elpidio, sette persone in carcere

Un giovane torturato, accoltellato e ustionato con dell'olio bollente.
La violenza avvenuta l'11 ottobre scorso a Porto Sant'Elpidio è all'origine del blitz che ha portato questa mattina la polizia di Stato a eseguire sette ordinanze di custodia cautelare in carcere dopo aver fatto irruzione in un casolare di Lapedona (Fermo). Un'operazione - avvenuta anche con l'aiuto di un elicottero - con la quale si è smantellato un sodalizio criminale e violento operante nel Fermano per il controllo delle piazze di spaccio. Nel corso della nottata appena trascorsa, infatti, gli agenti della Squadra Mobile della questura di Fermo, guidata dal questore Luigi Di Clemente, al termine di un'attività investigativa coordinata dalla procura della Repubblica di Fermo, ha dato esecuzione a sette ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di Fermo. I provvedimenti scaturiscono dai fatti avvenuti l'11 ottobre scorso. In quella circostanza il ragazzo, un 20enne di origini tunisine, era stato prelevato con la forza a Lido Tre Archi (Fermo) da un'auto con a bordo tre connazionali, tutti pregiudicati. Costretto a salire sul veicolo, è stato condotto a Porto Sant'Elpidio (Fermo), dove il gruppo si era unito ad altri complici a bordo di una seconda auto per raggiungere una casa a Lapedona, dove abitava un altro uomo di origini tunisine. Lì il ragazzo è stato torturato per tre ore e mezza: picchiato, ustionato con olio bollente al braccio destro, colpito con una mazza da baseball, ferito con un coltello e percosso con bottiglie di vetro e una sedia. Terminate le sevizie, i dieci malviventi hanno fatto risalire il giovane in auto, dirigendosi verso la palestra di via Aldo Moro a Lido Tre Archi, con l'intento di mostrarlo come monito per chi avesse osato violare le "regole" imposte dal loro gruppo criminale nelle piazze di spaccio della costa fermana. Proprio in quel momento, le volanti della Polizia di Stato, impegnate nel servizio di controllo del territorio, hanno intercettato le due auto e, insospettite dall'atteggiamento dei conducenti, hanno deciso di procedere al controllo: alla vista degli agenti, i malviventi si sono dati alla fuga, consentendo però al ragazzo torturato di liberarsi e chiedere aiuto.
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