Surreale...ma succede veramente a Grottammare

Grottammare - Cabaret Amore Mio 2026: il premio per la risposta più surreale va al sindaco di Grottammare.
Nonostante lo spessore e la qualità degli artisti in concorso, riteniamo che il vero vincitore morale dell’edizione 2026 di Cabaret Amore Mio! sia il sindaco di Grottammare.
Difficilmente, infatti, qualcuno avrebbe potuto offrire una risposta più paradossale di quella fornita alla nostra interrogazione sulla trasformazione del quarto piano dell’Hotel Silvia da struttura turistico-ricettiva a civile abitazione.
Secondo quanto dichiarato dal sindaco, tale modifica sarebbe stata possibile anche perché prevista dal regolamento condominiale dell’edificio.
Una motivazione che lascia francamente increduli: da quando un regolamento condominiale può rappresentare il presupposto per una scelta urbanistica dell’amministrazione comunale? Da quando le regole private di un singolo edificio possono determinare decisioni che dovrebbero riguardare l’interesse pubblico, la pianificazione del territorio e l’uguaglianza di trattamento tra tutti i cittadini?
Proviamo a prenderla con ironia, perché la questione, in realtà, è serissima.
Questa volta non parliamo della realizzazione di qualche parcheggio che potrebbe apparire “su misura”, ma della conversione di una porzione di un’unica struttura alberghiera da turistico-ricettiva a residenziale. Una decisione adottata con una deliberazione di Giunta, senza un vero confronto in Consiglio comunale e, per quanto ci risulta, senza l’individuazione preventiva di criteri generali applicabili a tutti gli immobili che si trovino nelle medesime condizioni.
Non è stata definita una disciplina generale. Non è stato avviato un percorso pubblico e trasparente. È stato individuato un solo edificio.
Successivamente l’amministrazione ha sostenuto che sarebbero stati mantenuti gli stessi posti letto e che tutti i parametri tecnici sarebbero stati valutati e rispettati. Resta però un dato evidente: una parte della struttura ha cambiato destinazione e una grande sala da pranzo non risulta più disponibile per l’attività ricettiva.
Ma, anche volendo considerare rispettati tutti i parametri tecnici, rimane intatto il problema politico e istituzionale: perché questa possibilità è stata riconosciuta proprio a quell’edificio? Quali criteri oggettivi sono stati applicati? Altri proprietari, operatori turistici o cittadini potranno ottenere lo stesso trattamento?
L’articolo 3 della Costituzione stabilisce che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. A Grottammare, invece, abbiamo sempre più spesso l’impressione che non sia così.
Nella Prima Repubblica, perlomeno, ci si sforzava di costruire regole apparentemente generali per favorire qualcuno. A Grottammare sembrerebbe che si sia compiuto un salto di qualità, più che un Comune della Repubblica italiana sembra sempre di più un piccolo principato.
Attendiamo risposte serie. Perché, terminato il cabaret, resta una questione amministrativa che non fa ridere affatto.
Raffaele Rossi
Tiziana Stampatori
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