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Si è chiusa al Paese alto la mostra “Il Tarpato e il Sacro” con record di pubblico ben 400 visitatori in poche settimane

Amministratore01 settembre 2026 alle 12:23

Grottammare - L’esposizione a cura del professor Andrea Viozzi, ha riscosso un grande successo di pubblico, portando nelle sale del Museo del Tarpato, dove dal 9 al 30 agosto si potevano ammirare 20 opere a tema sacro dell’artista locale Giacomo Pomili, in arte Il Tarpato, ben 400 visitatori da tutta Italia e dall’estero. Hanno lasciato la loro firma insieme a commenti entusiastici turisti provenienti, addirittura, da Londra, Parigi, Sofia, Cuba, San Marino, Amsterdam e Berlino. Una piccola ma significativa mostra, ideata dalla giornalista Tiziana Capocasa, ed organizzata dall’ associazione Pelasgo 968 con il contributo del Comune ed il patrocinio della Diocesi di San Benedetto del Tronto, Ripatransone e Montalto. “Un risultato che va oltre il semplice dato numerico e che conferma il crescente interesse nei confronti della figura e dell’opera di Giacomo Pomili, il Tarpato, artista autodidatta grottammarese, e del patrimonio artistico custodito nel museo a lui dedicato-ha commentato Giuseppe Gabrielli, vicepresidente di Pelasgo 896, l’associazione culturale, che tra l’altro, gestisce i musei cittadini- L’esposizione ha offerto ai visitatori un percorso attraverso alcune opere legate alla dimensione del Sacro, mettendo in evidenza la particolare sensibilità con cui il Tarpato ha interpretato temi religiosi e spirituali attraverso un linguaggio artistico personale, immediato e profondamente espressivo. La risposta del pubblico è stata particolarmente significativa. Il museo è stato visitato da persone di diverse fasce d’età e provenienza, molte delle quali hanno manifestato un interesse concreto per la storia dell’artista, per le sue opere e per il percorso di valorizzazione che negli ultimi anni ha riportato il Tarpato al centro dell’attenzione culturale della città”.

Quindi ha proseguito : “ La mostra “Il Tarpato e il Sacro” ha rappresentato inoltre un’importante occasione per riportare l’attenzione sul Museo del Tarpato, non soltanto come luogo di conservazione, ma come autentico spazio culturale vivo, capace di dialogare con il pubblico e di proporre occasioni di conoscenza e approfondimento”. All’inaugurazione avvenuta il 9 agosto hanno preso parte oltre agli amministratori, il sindaco Alessandro Rocchi ed il vice Lorenzo Rossi, anche il vescovo, S.E monsignor Gianpiero Palmieri.

“Nelle opere in mostra dove appaiono la Crocifissione, Maria, i Santi e il mondo sacro del Tarpato-mi fanno pensare ai Santi misteri, quelli che si contemplano quando si prega il Rosario, non sono solo episodi della vita di Gesù: sono finestre con cui il Sacro si comunica a noi. Nel primo millennio non si rappresentava mai il Crocifisso sofferente, mai: era sempre il Crocifisso risorto che reggeva l’urto della Croce. Soltanto in un secondo momento, a partire dal periodo medievale, si isola la sofferenza di Gesù e si rappresenta il Cristo dolente. Vedendo le opere del Tarpato, sono rimasto molto colpito dal fatto che non riesca a esprimere, nonostante la sua biografia, mi sembra, in maniera piena, il suo dolore, senza associarlo a un percorso di redenzione. I suoi quadri non isolano mai il dolore, ma sono sempre in un contesto che coglie la profondità misterica che viene poi contemplata. Alcuni li ho trovati molto commoventi: i due ladroni, dove il sangue del Crocifisso si poggia su questa persona che sembra non avere volto, ma che è circondata da un volo di colombe bianche, perché avviene qualcosa che assomiglia a un Paradiso. Mi ha commosso molto l’opera “ la Gloria di Papa Giovanni XXIII”, perché anche lì il volto cattura l’espressione del Papa, morto da poco, ma in un contesto che lo pone già come una persona di cui Dio si è servito per sostenere non solo la Chiesa, ma anche l’umanità intera. Ci sono sicuramente delle riflessioni profonde e non si rimane mai solamente nella dimensione del dolore; perfino l’inferno sembra poco inferno. I quadri del Tarpato sono quasi sempre Santi Misteri, dove la Luce della Resurrezione già risplende nel dolore. Qui c’è una ricchezza molto bella, una ricchezza, mi sembra, profondamente cristiana, una ricchezza che dice: l’essere immersi nella realtà, interpretata con la presenza del Mistero di Dio”. Molto coinvolgente il discorso del curatore della mostra , lo storico dell’arte Andrea Viozzi “ Le opere del Tarpato ci mostrano il paradiso degli umili. La sua vita ricca di bizzarrie e sofferenze , tutto quello che non riusciva a esternare, lo trasfigurava nelle tele. La Gerusalemme è il borgo di Grottammare. I personaggi reietti, un panteismo francescano, il legame col territorio. C’è una linea di contorno ondulata, il vento, come per Pericle Fazzini. Ci sono venti opere, suddivise in quattro sezioni: Madonna, intermediaria fra Cielo e terra, tra cui quella della Marina, che racconta il naufragio del Rodi; una seconda sezione con i paesaggi spirituali e la ricerca del divino nella quotidianità. Infine, la Natività” . E’ intervento all’inaugurazione anche Filippo Massacci, divulgatore culturale e amico del Tarpato che ha proposto alcune riflessioni sul significato della Croce nella storia. Per arrivare al Tarpato. “ Nelle sue opere che da ragazzo andavo a osservare mentre dipingeva ci sono spesso angeli che tolgono i chiodi, anticipando così la Resurrezione. La Croce, per il Tarpato, non è più sofferenza, ma Speranza di Salvezza”. L’ideatrice, Tiziana Capocasa ha infine salutato il pubblico mettendo in risalto la poesia delle opere del Tarpato che ci fanno ritornare bambini : “Nutrire la meraviglia è quello che ci trasmette Giacomo Pomili per mantenerci vivi, per superare le difficoltà della vita e non soccombere, perché senza la capacità di sognare e di guardare oltre le apparenza per dirla con Carroll, l’autrice di Alice nel Paese della meraviglie “non saremmo in nessun luogo”.La mostra antologica per il centenario nascita del Tarpato, durata 4 settimane fece registrare la scorsa estate 320 visitatori, dunque un interesse crescente , quest’anno in appena 3 settimane Il Tarpato sacro, ben 400 visitatori, oltretutto con un budget di gran lunga inferiore.