Sanità, Giuliano (UGL): "Eurispes conferma ciò che denunciamo da anni: la carenza infermieristica è figlia di un sistema che non valorizza i professionisti"

"Lo studio Eurispes offre una chiave di lettura che va oltre la semplice conta degli infermieri mancanti e conferma quanto UGL Salute sostiene da tempo: la carenza infermieristica è il sintomo di un mercato del lavoro inefficiente e di un Servizio sanitario nazionale che non riesce più ad attrarre e trattenere i propri professionisti."
Lo dichiara Gianluca Giuliano, Segretario Nazionale della UGL Salute, commentando il rapporto "Oltre il lavoro dipendente. Nuovi modelli organizzativi del lavoro nell'area infermieristica" presentato da Eurispes.
"I numeri sono chiari. L'Italia conta appena 6,9 infermieri ogni mille abitanti contro una media europea di 8,9; gli stipendi restano ben al di sotto della media dei Paesi OCSE, l'età media della categoria continua ad aumentare e migliaia di professionisti scelgono ogni anno di trasferirsi all'estero, dove trovano migliori condizioni economiche, professionali e organizzative. Sono dati che certificano la necessità di restituire dignità a una professione essenziale per la tenuta del nostro Servizio sanitario nazionale."
Secondo Giuliano, il merito dello studio è quello di spostare il confronto dal semplice interrogativo su quanti infermieri manchino a quello, ben più rilevante, sul perché il sistema non riesca a valorizzare quelli che forma.
"Per anni si è pensato che fosse sufficiente aumentare i posti nei corsi di laurea o ricorrere a misure emergenziali. Oggi appare evidente che queste scelte, da sole, non bastano. Se il lavoro rimane poco attrattivo, con retribuzioni inadeguate, turni insostenibili, aggressioni in costante aumento, scarse prospettive di carriera e organici insufficienti, continueremo a perdere professionisti indipendentemente dal numero di nuovi laureati."
UGL Salute ritiene che ogni proposta di innovazione organizzativa debba avere un obiettivo prioritario: rafforzare il Servizio sanitario nazionale e migliorare le condizioni di lavoro degli operatori.
"Il confronto su nuovi modelli organizzativi, compreso quello del convenzionamento richiamato da Eurispes, merita certamente un approfondimento serio e privo di pregiudizi. Tuttavia, qualsiasi riforma potrà produrre risultati solo se accompagnata da adeguate garanzie contrattuali, da un equo riconoscimento economico, dalla piena tutela dei diritti dei lavoratori e da una programmazione nazionale capace di rispondere ai reali bisogni assistenziali dei cittadini. Non esistono scorciatoie organizzative che possano sostituire investimenti strutturali sul personale."
"Come UGL Salute continuiamo a chiedere un piano straordinario che preveda l'incremento degli organici, un deciso adeguamento delle retribuzioni agli standard europei, percorsi di carriera realmente valorizzanti, maggiore sicurezza nei luoghi di lavoro e una riduzione del precariato. Solo così sarà possibile fermare la fuga di competenze che sta impoverendo il nostro Paese."
"Lo studio Eurispes rappresenta un contributo importante perché riconosce che la vera emergenza non è soltanto numerica ma strutturale. Ora la politica deve trasformare questa consapevolezza in scelte concrete. Gli operatori sanitari non chiedono privilegi: chiedono rispetto, valorizzazione e condizioni di lavoro adeguate al ruolo fondamentale che svolgono ogni giorno per garantire il diritto alla salute dei cittadini", conclude Giuliano.
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