Sanità e aree interne: dal progetto “Socio-Sanitario Prossimo” del BIM Tronto prende il via il Taxi Sanitario

Prende ufficialmente il via il servizio di taxi sanitario, rivolto ai cittadini che necessitano di assistenza e che devono affrontare spostamenti medio o lunghi per motivi di salute.
Il servizio mette a disposizione un veicolo attrezzato e confortevole, predisposto per il trasporto di persone a ridotta capacità motoria, con deambulatori o altri sussidi per la mobilità, dotato di sollevatore o pianale ribassato. Un intervento concreto pensato per rispondere alle difficoltà di spostamento che interessano in particolare le fasce più fragili della popolazione, garantendo accompagnamento, sicurezza e continuità delle cure. «Con il taxi sanitario diamo una risposta concreta a un bisogno reale dei nostri territori, soprattutto nelle aree interne e montane. Non si tratta solo di un servizio di trasporto, ma di un’azione di equità sociale che garantisce accesso alle cure, tutela della dignità delle persone più fragili e continuità assistenziale, riducendo le distanze fisiche e sociali che ancora oggi penalizzano molte comunità.» dichiara il Presidente del Bim Tronto Luigi Contisciani. Il taxi sanitario rappresenta un tassello fondamentale di un più ampio progetto socio-sanitario di comunità, volto a promuovere soluzioni efficaci ai problemi di disagio e fragilità dei cittadini anziani e alle difficoltà avvertite dalle persone con disabilità motoria, sensoriale, psichica o plurima persistenti nei territori dell’area montana del Piceno. Grazie a un intervento complessivo del valore di un milione di euro, sarà possibile accrescere e migliorare i servizi rivolti agli utenti, favorendo il reintegro delle persone negli ambienti in cui vivono e rispondendo in modo puntuale alle necessità individuate dal sistema sanitario territoriale. Gli obiettivi perseguiti rientrano nell’area di potenziamento del servizio sanitario delineata dal Pnrr, allineando i servizi ai bisogni delle comunità e dei pazienti, anche alla luce delle criticità emerse durante l’emergenza pandemica. L’azione punta a rafforzare i servizi di prossimità e domiciliari, sviluppare la telemedicina e contribuire a superare la frammentazione e la mancanza di omogeneità dell’offerta sanitaria sul territorio. Nel quadro di questo progetto sono stati inoltre previsti interventi in complementarietà con strutture socio-sanitarie già attive, che erogano prestazioni sanitarie primarie, servizi sociali, diagnostica e attività specialistiche ambulatoriali. Sono stati acquistati dispositivi e attrezzature per la riabilitazione motoria dell’anziano e attivati programmi riabilitativi integrati, coordinati da figure mediche di riferimento e sviluppati da équipe multiprofessionali composte da fisioterapisti e operatori socio-sanitari. I percorsi adottano un approccio multiplo che coinvolge ginnastica, fisioterapia e riabilitazione motoria della sfera neurologica del paziente anziano, con servizi organizzati in modalità di prossimità a beneficio delle comunità coinvolte. Parallelamente sono stati attivati interventi diversificati di cura e inclusione, con l’ampliamento dei servizi diurni anche a persone in situazione di disabilità fisica e il rafforzamento delle équipe multidisciplinari attraverso progetti psico-socio-riabilitativi individualizzati. Tali percorsi sono finalizzati a far sperimentare e sviluppare capacità espressive, comunicative e abilità nella cura di sé. Infine, è stata favorita l’introduzione dei servizi di telecardiologia, telepneumologia e teledermatologia, mettendo a disposizione strumenti tecnologici e assistenziali utili per gestire malattie e disabilità direttamente sul territorio e nell’ambiente familiare. Un insieme di azioni che contribuisce a costruire, nei territori colpiti dal sisma del 2016, una percezione diffusa di benessere comunitario, fondata sulla prossimità, sulla continuità assistenziale e sull’attenzione alle persone.
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