Attualità

Salvaguardato il nostro porto: niente discarica marina

Ora le risorse restino a San Benedetto per il vero sviluppo

Editor05 agosto 2026 alle 20:23

La notizia del mancato rifinanziamento da 18 milioni di euro per la vasca di colmata nel porto di San Benedetto del Tronto conferma quello che sosteniamo da sempre: siamo riusciti a salvaguardare il nostro porto e la nostra costa, evitando la costruzione di una vera e propria discarica marina mascherata sotto il nome di cassa di colmata. Quei fondi non erano affatto destinati allo sviluppo o alla crescita economica della nostra città, ma servivano unicamente a finanziare un'opera progettata per ospitare i fanghi e i sedimenti di dragaggio provenienti da Ancona e Falconara.

Aver fermato questo progetto rappresenta una vittoria fondamentale per la tutela dell'ambiente e per la nostra città. Tuttavia, la revoca di queste somme non deve tradursi nella perdita delle risorse previste per il nostro territorio. Chiediamo con forza che questi finanziamenti vengano comunque riassegnati a San Benedetto del Tronto, per essere finalmente impiegati in opere utili, sostenibili e realmente orientate al futuro dello scalo portuale.

Ora che il pericolo della cassa di colmata è scongiurato, la priorità immediata resta il dragaggio urgente dell'imboccatura del porto per garantire la sicurezza della navigazione e la piena operatività dei lavoratori del mare. A questo scopo, è necessario valutare l'acquisto o il noleggio di una draga dedicata per effettuare interventi costanti sulle sabbie in ingresso, che, previa opportuna analisi, non costituiscono un pericolo e possono essere utilmente destinate al ripascimento dei litorali. Parallelamente, proseguiremo la battaglia per l'adozione delle tecniche di ecodragaggio all'interno dell'intero bacino portuale.

Per utilizzare al meglio le risorse che spettano al nostro territorio, occorre istituire subito un tavolo di lavoro insieme a tutti gli attori economici, sociali e cittadini. L'obiettivo deve essere la stesura di un piano di sviluppo del porto in linea con le direttive dell'Unione Europea, da presentare e concordare con la Regione Marche, l'Autorità di Sistema Portuale dell'Adriatico Centrale e la nascente Porti d'Italia SpA, affinché la struttura portuale sia il reale motore di crescita di San Benedetto del Tronto.